Kung, anche l’economia ha bisogno di un’etica

Pubblicato 04-04-2011 da Antonio Calabrò in Taccuino

Leggere un teologo, per cercare di ritrovare il senso delle gigantesche trasformazioni che investono la nostra vita economica e affinare strumenti di giudizio e di azione. E’ appena uscito, da Rizzoli, “Onestà – Perché l’economia ha bisogno di un’etica” di Hans Kung, uno dei più grandi teologi contemporanei, uomo di sofisticata e complessa cultura, consapevole delle leggi delleconomia ma anche dei suoi limiti: non è scienza assoluta ma strumento per migliorare il benessere delle persone. Benessere inteso nel senso più ampio del termine. Onestà è un concetto piano, comprensibile, denso di valori, ben applicabile alle relazioni interpersonali, comprese naturalmente quelle economiche. Implica rettitudine e trasparenza nelle scelte. Considera le conseguenze dell‘azione, i valori della responsabilità. Ha a che fare con “la dignità umana” e si inscrive nelle considerazioni della “tutela dei diritti umani” presa in considerazione dell‘ONU per valutare non la semplice crescita economica, ma lo sviluppo più in generale. Non si sa se l’onestà determini automaticamente un aumento del Pil (il prodotto interno lordo). Ma se non si è ossessionati dal Pil (un grande errore, esserlo) e non si pensa alla crescita economica di breve periodo (la passione degli avidi uomini di finanza), allora proprio l’onestà e l’etica nell’economia possono assicurare sviluppo equilibrato, sostenibile, di lungo periodo. Kung non è un moralista. Ma un uomo che conosce i valori dell‘etica. E nel 1999 (più di dieci anni fa, in piena stagione da “turbocapitalismo” ideologico e fanatico) aveva scritto: “Nell’era della globalizzazione l’abbiccì della dignità umana deve valere anche per la politica e l’economia mondiali. Naturalmente anche l’economia deve seguire le sue leggi intrinseche per poter svolgere il suo compito. Ma questo non significa che il profitto, per quanto legittimo, giustifichi tutti i mezzi, anche l’abuso di fiducia, anche l’avidità smisurata di guadagno e lo sfruttamento sociale“. Parole attualissime, adesso riprodotte in “Onestà“. Parole da rileggere. Rimeditare. Tradurre in atti concreti. Di chi governa. E di sta sui mercati, produce, investe, lavora

L'autore: Antonio Calabrò

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Antonio Calabrò, giornalista e scrittore, nato a Patti (Messina) nel 1950, vive e lavora a Milano e Roma. Attualmente è Direttore "Corporate Culture" del gruppo Pirelli e Direttore della Fondazione Pirelli. Precedentemente è stato Direttore Affari Istituzionali e Relazioni esterne di Pirelli & C., ha diretto l’agenzia di Stampa Apcom, è stato editorialista economico de “La7”, direttore editoriale del gruppo Il Sole 24 Ore e vice-direttore del quotidiano. Ha lavorato a La Repubblica, Il Mondo e L’Ora, ha diretto il settimanale Lettera Finanziaria e il mensile Ventiquattro. E' membro del Consiglio di Presidenza di Assolombarda, con la responsabilità per la Cultura d'impresa e la Sostenibilità. Fa parte del consiglio di amministrazione di Nomisma e dei board di numerose società e Fondazioni. Insegna all’Università Bocconi e all'Università Cattolica di Milano. Ha scritto e curato parecchi volumi, tra cui "Cuore di cactus", "Orgoglio industriale", "Intervista ai capitalisti", "Agnelli, una storia italiana" e "Dissensi - Sulle orme di Bartleby".