Felice che Cuore di cactus abbia suscitato ricordi e riflessioni così belli, così intensi, pubblico una lettera ricevuta da Luciana del Giudice.
Caro Antonio dopo la lettura del tuo cactus mi sono affiorate una miriade di emozioni. Il libro, scritto con il tuo stile scarno e nervoso ma preciso e affascinante, dove ogni parola è soppesata e non messa a caso, mi ha fatto rivivere una stagione delle mia vita ricca di energie e speranze.
Nel ’72, se non ricordo male, ero a Palermo a scrivere una ricerca su “La donna e il lavoro in Sicilia”, per Ferrarotti e “vivevo” praticamente a casa di Giuliana Saladino e Marcello Cimino. Ho abitato in luoghi straordinari e privilegiati: a piazza Pretoria (palazzo Bordonaro) prima e poi a piazza Santo Spirito nel Palazzzo Aiutamicristo. Centro storico vero, allora, forte, pesante ma vivo. Erano anni straordinari e attraverso il tuo racconto li ho rivissuti.
Mi sentivo – ma non ero la sola- insignita di una missione Read More