Letture d’estate, "Il caso Battisti" di Giuliano Turone, Garzanti

Pubblicato 12-08-2011 da Antonio Calabrò in Taccuino

Giuliano Turone è stato uno dei migliori magistrati italiani. Esperto di indagini sul terrorismo. Ma anche attento e severo indagatore sugli intrecci tra criminalità mafiosa, politica e affari (avevano la sua firma e quella di Gherardo Colombo le inchieste sulla P2, la loggia segreta di massoni, bancarottieri e mascalzoni di vario tipo). Scrupoloso interprete dell‘autorità della legge. E garantista, come ogni buon magistrato. Servitore dello Stato, nel senso migliore del termine. Le sue parole vanno dunque lette con grande attenzione, quando racconta, nelle pagine de “Il caso Battisti”, l’iter processuale che ha portato alla condanna definitiva di Cesare Battisti come pluvi-omicida. Non un perseguitato politico. Ma un assassino accertato, dopo tre gradi di giudizio condotti con assoluto rispetto delle regole. Proprio un saggio come quello di Turone smonta con ricchezza di analisi e documentazione la pessima ricostruzione del caso Battisti fatta da intellettuali e scrittori francesi come Fred Vargas, Dominique Monotti e tanti altri ancora, che hanno messo in scena una “favola per adulti”, spacciando il criminale Battisti, terrorista umanamente mediocre, in un “perseguitato della giustizia italiana”. Le carte analizzate da Turone smentiscono nettamente la favola. La Vargas, commentatrice politica di cose che non sa ma letterariamente immagina fantasticando, fa una figura mediocre (le viene meglio la fiction vera e propria, di cui è maestra). Il guaio è che l’Italia, come dimostra ancora Turone, ha fatto fatica a fare capire le sue ragioni in Francia e poi in Brasile, dove Battisti si è rocambolescamente rifugiato e dove è stato rimesso in libertà dal governo Lula (nonostante la stessa magistratura brasiliana fosse contraria). Una brutta storia, insomma. Ma da conoscere e su cui riflettere. Grazie anche a buoni libri come quello di Giuliano Turone

L'autore: Antonio Calabrò

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Antonio Calabrò, giornalista e scrittore, nato a Patti (Messina) nel 1950, vive e lavora a Milano e Roma. Attualmente è Direttore "Corporate Culture" del gruppo Pirelli e Direttore della Fondazione Pirelli. Precedentemente è stato Direttore Affari Istituzionali e Relazioni esterne di Pirelli & C., ha diretto l’agenzia di Stampa Apcom, è stato editorialista economico de “La7”, direttore editoriale del gruppo Il Sole 24 Ore e vice-direttore del quotidiano. Ha lavorato a La Repubblica, Il Mondo e L’Ora, ha diretto il settimanale Lettera Finanziaria e il mensile Ventiquattro. E' membro del Consiglio di Presidenza di Assolombarda, con la responsabilità per la Cultura d'impresa e la Sostenibilità. Fa parte del consiglio di amministrazione di Nomisma e dei board di numerose società e Fondazioni. Insegna all’Università Bocconi e all'Università Cattolica di Milano. Ha scritto e curato parecchi volumi, tra cui "Cuore di cactus", "Orgoglio industriale", "Intervista ai capitalisti", "Agnelli, una storia italiana" e "Dissensi - Sulle orme di Bartleby".