Letture d’estate, "L’incantesimo della buffa" di Silvana Grasso, Marsilio

Pubblicato 10-08-2011 da Antonio Calabrò in Taccuino

Per capire che le teorie sulla morte del romanzo sanno un po’ di chiacchiericcio, si può leggere “L’incantesimo della buffa”, di Silvana Grasso. Una storia di ragazzi che incontra la grande Storia. Personaggi di spessore. E una scrittura forte e ricca, una lingua che usa l’espressività del dialetto siciliano e l’eleganza dell‘italiano migliore, con una incisività che ricorda Stefano D’Arrigo e il miglior Vincenzo Consolo de “Il sorriso dell‘ignoto marinaio”. Letteratura eccellente, appunto. Contemporaneamente barocca. E scabra. Miracolo di stile: “Il sole riparava ancora nelle cova delle nuvole, pauroso di levarsi in volo, e abbrancicava l’aria come una rondine che, avendo un’unica ala, volasse sbilanciata su tre quarti del corpo, facendosi ombra da sé, ora prendendo quota ora precipitando, ora in salvezza, ora in urina, involontario acrobata per la mutilazione dell‘ala”. Sicilia, primi anni Quaranta. A Roccazzelle, paese della costa siciliana di fronte al mar d’Africa, si incontrano Gesù, ragazzino orgoglioso, libero e intraprendente, orfano di madre, Tea, poco più di una bambina, cieca, straordinaria suonatrice di viola d’amore, figlia di un gerarca fascista e di una grande pianista tedesca, e Agostino, ex seminarista, tormentato e contemporaneamente “liberato” da una serie di “fantasie” che gli rivelano la sostanza delle cose, un mondo oltre il mondo. Si prepara lo sbarco degli Americani, nel luglio del ’43. Guerra grande. E conflitti minuti. Potenti arroganti e viziosi. E popolo dolente. Teatro di umanità. E Natura che si carica di tratti personali. “Raccontami il Sole”, chiede Tea a Gesù. E lui non sa trovare parole, ma gesti. E riesce, comunque, a raccontare

L'autore: Antonio Calabrò

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Antonio Calabrò, giornalista e scrittore, nato a Patti (Messina) nel 1950, vive e lavora a Milano e Roma. Attualmente è Direttore "Corporate Culture" del gruppo Pirelli e Direttore della Fondazione Pirelli. Precedentemente è stato Direttore Affari Istituzionali e Relazioni esterne di Pirelli & C., ha diretto l’agenzia di Stampa Apcom, è stato editorialista economico de “La7”, direttore editoriale del gruppo Il Sole 24 Ore e vice-direttore del quotidiano. Ha lavorato a La Repubblica, Il Mondo e L’Ora, ha diretto il settimanale Lettera Finanziaria e il mensile Ventiquattro. E' membro del Consiglio di Presidenza di Assolombarda, con la responsabilità per la Cultura d'impresa e la Sostenibilità. Fa parte del consiglio di amministrazione di Nomisma e dei board di numerose società e Fondazioni. Insegna all’Università Bocconi e all'Università Cattolica di Milano. Ha scritto e curato parecchi volumi, tra cui "Cuore di cactus", "Orgoglio industriale", "Intervista ai capitalisti", "Agnelli, una storia italiana" e "Dissensi - Sulle orme di Bartleby".