Il protagonista si chiama Mario Rota e fa il professore di Fonologia in un’università del Midwest, negli Usa. Un uomo qualunque. Non particolarmente brillante come accademico, non particolarmente affascinante nelle relazioni sociali, non particolarmente seducente come amante della giovane Ginger. Un mattino, facendo jogging, cade… E la sua vita cambia all’improvviso. Nella stanza d’affitto accanto alla sua arriva Daniel Berkowickz, lui sì brillante, affascinante, seducente. E passo passo gli sottrae il terreno, in facoltà, tra gli amici, nel letto di Ginger. Una disperazione, per Mario. Ma… Il romanzo ha come titolo “Il nuovo inquilino”. E’ di Javier Cercas, opera del 1989 di uno dei migliori romanzieri contemporanei, l’autore di quei due grandi romanzi che sono “Soldati di Salamina” e “Anatomia di un istante”, vincitore del Premio Grinzane nel 2003 e del Premio Mondello e del Premio Salone del libro di quest’anno. “Romanzetto”, dice qualcuno, un po’ Kafka, un po’ Buzzati, però senza né splendore né intensità. Romanzo d’esordio, piuttosto. In cui però si intravvedono le caratteristiche che hanno fatto di Cercas un autore amato e apprezzato: lo studio dei personaggi, l’analisi dell‘inquietudine e dell‘ambiguità, l’attitudine a rivelare quel che si nasconde dietro le apparenze. Da leggere, senza troppe pretese
Letture d’estate, "Il nuovo inquilino", di Javier Cercas, Guanda
L'autore: Antonio Calabrò
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