Gialli che fanno trattenere il fiato. e regalano suspence nelle letture di fine estate

Brividi sotto il solleone

Pubblicato 05-08-2011 da Antonio Calabrò in Articoli

Logo - Il MondoSmentendo Cartesio, le sue teorie sulle idee chiare e distinte. E dando invece ragione a Maurice Merleau-Ponty, «il corso delle cose è sinuoso». Se ne stanno a ravanare tra le tortuosità della mente delle persone, i buoni scrittori di noir francesi. E mettono in pagina poliziotti che sembrano sconclusionati, investigatori castigati dalla durezza della vita, criminali per caso, cattivi dal volto dei buoni e duri dal cuore giusto. Umanità, insomma. Che s’addensa attorno alla storia di una serie di delitti che sanno tanto di messa in scena in un paesino della Normandia, Ordebec. Sullo sfondo, c’è una sanguinosa leggenda medioevale, quella della Schiera dei morti. Ma gli omicidi sono contemporanei, crudeli, veri. E il commissario Jean-Baptiste Adamsberg, capo dell’Anticrimine di Parigi, ha un gran daffare, per capirne il senso. Rieccolo all’opera, dunque, il protagonista dei romanzi di maggior successo di Fred Vargas, il poliziotto «spalatore di nuvole», soprannominato così per il suo indagare apparentemente distratto, il divagare seguendo suggestioni improbabili che poi, però, conducono a scoprire i colpevoli di complicati delitti. La storia ha per titolo La cavalcata dei morti. Si dipana tra la Normandia e i quartieri bene di Parigi (dove un potentissimo vecchio imprenditore è morto, bruciato, nella sua auto). E mette in gioco tutta la squadra di Adamsberg, ma anche un suo nuovo figlio, appena scoperto, Zerk. Non importa rivelare la conclusione. La trama è tutto. E quasi nulla è come sembra all’inizio. Secondo le migliori regole del noir: rovesciare le apparenze, dare un senso più compiuto a una incerta verità. Densa di inquietudini è anche la vita del tenente Guérin, sbirro solitario e infelice, mandato per punizione in uno sgabuzzino della Surété a dirigere la Sezione suicidi (che fa da titolo al bel romanzo di Antonin Varenne). Solo che quella serie di suicidi in cui si imbatte, spettacolari e molto strani, lo riportano nel cuore di una trama in cui violenza e potere si incrociano.
Accanto a Guérin, lavora un altro personaggio intensissimo, Francis Lambert, alto, allampanato, buono d’animo. Epopea di uomini giusti. Sconfitti. Non sempre c’è un lieto fine. «Sai, Sébastien, la vita vera non assomiglia a quello che una manica di idioti ti ha insegnato a scuola. Gli sbirri lavorano in un immondezzaio da mattina a sera. E fanno quello che possono», spiega il cinico sottobrigadiere Émile Robert al giovane, entusiasta Doche. Lo scenario è quello del commissariato di Panteuil, periferia ghetto di Parigi. E nelle pagine di Già noto alle forze di polizia di Dominique Manotti, s’affastellano le imprese di poliziotti svelti di mano e di pistola, corrotti e prepotenti e i tentativi di un paio di giovani reclute, quel Doche e la sua compagna di squadra Isabelle Lefèvre, di far prevalere legge e dignità. Scontri di potere, tra la commissaria Le Muir e l’antagonista Noria Chogali. Bande di trafficanti. Miseria di immigrati. Cattiva politica. Ingiustizie. Il grigio del cielo riflette la cupezza dell’anima. Come sa bene un maestro del noir, Jean-Claude Izzo, di cui torna in libreria Chourmo. Il cuore di Marsiglia. All’opera, l’ex poliziotto Fabio Montale, rimesso in movimento dall’omicidio di un giovane cugino. Dietro, una trama in cui si muovono mafiosi e fascisti del Fronte Nazionale, accanto a criminali comuni e disperati d’origine araba. E il crimine è solo l’emergere più drammatico di una diffusa inquietudine.

Antonio Calabrò


© Il Mondo, 2 settembre 2011 www.ilmondo.rcs.it

L'autore: Antonio Calabrò

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Antonio Calabrò, giornalista e scrittore, nato a Patti (Messina) nel 1950, vive e lavora a Milano e Roma. Attualmente è Direttore "Corporate Culture" del gruppo Pirelli e Direttore della Fondazione Pirelli. Precedentemente è stato Direttore Affari Istituzionali e Relazioni esterne di Pirelli & C., ha diretto l’agenzia di Stampa Apcom, è stato editorialista economico de “La7”, direttore editoriale del gruppo Il Sole 24 Ore e vice-direttore del quotidiano. Ha lavorato a La Repubblica, Il Mondo e L’Ora, ha diretto il settimanale Lettera Finanziaria e il mensile Ventiquattro. E' membro del Consiglio di Presidenza di Assolombarda, con la responsabilità per la Cultura d'impresa e la Sostenibilità. Fa parte del consiglio di amministrazione di Nomisma e dei board di numerose società e Fondazioni. Insegna all’Università Bocconi e all'Università Cattolica di Milano. Ha scritto e curato parecchi volumi, tra cui "Cuore di cactus", "Orgoglio industriale", "Intervista ai capitalisti", "Agnelli, una storia italiana" e "Dissensi - Sulle orme di Bartleby".