Che ci fa Duke Ellington a Jato, un immaginario e verissimo paese in Sicilia? Arriva d’improvviso, quando non lo aspetta più nessuno e suona in uno dei concerti più straordinari della sua vita, per chiudere la festa del patrono san Calogero, santo nero e amatissimo. Sarabanda di personaggi, dai due fratelli Rosario e Pino divisi da un odio terribile al prete don Zacchè, dai musicanti improvvisati eppur travolgenti a tre donne ammalianti, Margherita, Maddalena e Desirée. Un richiamo ai Blues Brothers “in missione per conto di Dio”, uno sfondo fatto dal grande concerto Palermo Pop ’70 (quanto tutti arrivarono in Sicilia a cantare, compresa una travolgente Aretha Franklin), popolo devoti e venditori di pane e panelle, mafiosi irascibili e teglie di pasta al forno, ironia e tenerezza, un grande amore per la musica. E frasi così: “Nel jazz non c’è niente di giusto o di sbagliato. E’ suonare i propri difetti. Suonate intenso, se non suonate forte. Improvvisate, se non sapete leggere la musica. L’importante è che non vi fermate mai”
"Il Duka in Sicilia" di Vittorio Bongiorno, Einaudi
L'autore: Antonio Calabrò
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