“I medici a rischio estinzione”, racconta stamattina in prima pagina “la Repubblica“, aggiungendo subito che mancheranno soprattutto internisti e pediatri. Che succede? Che entro il 2021, sugli attuali 112mila medici del servizio sanitario nazionale, ne andranno in pensione 61mila, mentre ne entreranno solo 35mila. Crisi, dunque. E grave. Soprattutto per alcune specializzazioni: pediatri, internisti, chirurghi. Abbonderanno i radiologi. Ecco l’Italia che non sa né prevedere né costruire il suo futuro. La sanità, come sappiamo, costa troppo e funziona poco e male (con punte negative in Regioni come la Sicilia e la Calabria). Adesso, statistiche alla mano (ma chi governa, non le legge?), scopriamo che nelle corsie degli ospedali avremo sempre meno medici (ma anche meno infermieri: la loro carenza è già attuale). Si potrebbe cercare di rimediare, programmando bene la formazione e riorganizzando le università e garantendo ai giovani un percorso che dia loro una prospettiva. La salute è un bene pubblico fondamentale. E di medici bravi avremo sempre più bisogno
Nell’Italia che non sa costruire il suo futuro, tra dieci anni sparirà un medico su due
L'autore: Antonio Calabrò
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