E’ morto Saverio Vertone, uomo di cultura originale, orgogliosamente autonomo, capace di vivere il rischio d’avere opinioni non conformiste. Oggi Giuliano Ferrara lo ricorda bene, sulla prima pagina de “Il Foglio”. E, in ultima, un “commiato” scritto da Vertone stesso, il 30 maggio, ultimi giorni della sua malattia. Lo riproduciamo qui, per intero, a beneficio degli amici di questa pagina che non leggono “Il Foglio”. Eccolo: “Non sarebbe gentile né giusto se andandomene dicessi alla mia famiglia e agli amici: arrivederci a presto. C’è però una cosa che mi preme dirvi, miei cari, ed è questa: sgranate i vostri occhi e salite in macchina, o in moto, o in bici e se non avete nessuno di questi mezzi, usate le gambe, correte oppure semplicemente camminate; ma è importante che manteniate lo sguardo fisso all’orizzonte. Non vedrete il sole dell‘avvenire ma, se avrete la fortuna che ho avuto io, vedrete, nell’infinito, il piccolo punto rosa della felicità“. Maestro d’umanità e di scrittura, Vertone. Viene in mente Calvino. Parole che restano
Per ricordare Saverio Vertone, con le sue stesse parole sullo sguardo fisso all’orizzonte
L'autore: Antonio Calabrò
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