Che ci fa Duke Ellington a Jato, un immaginario e verissimo paese in Sicilia? Arriva d’improvviso, quando non lo aspetta più nessuno e suona in uno dei concerti più straordinari della sua vita, per chiudere la festa del patrono san Calogero, santo nero e amatissimo. Sarabanda di personaggi, dai due fratelli Rosario e Pino divisi da un odio terribile al prete don Zacchè, dai musicanti improvvisati eppur travolgenti a tre donne ammalianti, Margherita, Maddalena e Desirée. Un richiamo ai Blues Brothers “in missione per conto di Dio”, uno sfondo fatto dal grande concerto Palermo Pop ’70 (quanto tutti arrivarono in Sicilia a cantare, compresa una travolgente Aretha Franklin), popolo devoti e venditori di pane e panelle, mafiosi irascibili e teglie di pasta al forno, ironia e tenerezza, un grande amore per la musica. E frasi così: “Nel jazz non c’è niente di giusto o di sbagliato. E’ suonare i propri difetti. Suonate intenso, se non suonate forte. Improvvisate, se non sapete leggere la musica. L’importante è che non vi fermate mai”
Archive for luglio, 2011
"Il Duka in Sicilia" di Vittorio Bongiorno, Einaudi
Category Taccuino
Letture di grandissimo gusto
Category Articoli
«La preparazione del cibo è una mediazione tra natura e cultura. Tuttavia, dietro l’artificialità, preme spesso la natura. Che si fa evidente e mostra la sua forza quando scarseggia il cibo e lo sfamarsi diventa una drammatica necessità”. La notazione è di Paolo Rossi, filosofo della scienza, autore di Mangiare. Bisogno, desiderio, ossessione. E individua alcune questioni essenziali attorno a un tema su cui, proprio di recente, sono aumentate analisi e narrazioni. Le metafore alimentari riempiono la nostra vita (dal masticare un po’ di latino a inghiottire un rospo: il volume di Rossi ne fa ampio e, ecco qui, gustoso elenco). L’immaginario ne è ricco, da Crono che divora i figli ai digiuni dei santi, dai piatti costruiti con criteri di design alle foto dei bimbi denutriti, sino alla modella anoressica schiaffata su un manifesto da Oliviero Toscani. E vale dunque la pena ragionare sull’insieme delle evocazioni, dei valori, dei miti che girano attorno al cibo, vitale e letale (il veleno, l’adulterazione, il guasto, il marcio…). Rossi, giocando tra attualità e storia, scrive pagine molto stimolanti, sugli scioperi delle fame e i cannibali, il cervello goloso e l’obesità, la genuinità e la moda. E ci costringe a riflettere su tutto ciò che abita l’universo del cibo. L’idea e la pratica del mondo, cioè. Rosalia Cavalieri, filosofa e teorica dei linguaggi, cammina su terreni analoghi. E in Gusto. L’intelligenza del palato Read More
Criticare i privilegi della Casta, ma attenti a non cadere nel qualunquismo contro tutta la politica
Category Taccuino
Gli italiani costretti a fare sacrifici per l’equilibrio dei conti pubblici (un obiettivo sacrosanto, anche per il futuro dei nostri figli) si ribellano giustamente contro una classe politica che approva ticket e tasse ma non tocca i propri privilegi. E su Facebook e Twitter hanno successo le rivelazioni di Spider Truman, un ex dipendente di Montecitorio che mette in piazza (virtuale) tutti i segreti e le furbate dei parlamentari. Costi troppo alti, favori scandalosi. C’è ampia eco anche sui giornali di oggi, soprattutto sul Corriere della Sera e su La Stampa (“Incattiviti dai privilegi della casta”): articoli, ricostruzioni, retroscena sugli sprechi, l’improduttività, i mezzucci di esponenti del Parlamento, ma anche delle Regioni e degli enti locali. Si fanno i conti in tasca alla politica, per i suoi costi eccessivi. E si fanno paragoni con quanto si spende in altre solide democrazie (ha senso che il presidente della Regione Sicilia guadagni il doppio del Governatori degli Stati negli Usa e il Governatore di New York abbia un compenso pari alla metà di un deputato regionale della Sardegna?). In tempi difficili, proprio la classe dirigente della politica dovrebbe dare il buon esempio. Tutto il contrario di quel che succede. Abolire le inutili, costose province? Sarebbe un ottimo segnale, oltre che un robusto risparmio. Ma proprio pochi giorni le province (con tanto di stipendi dei presidenti e dei consiglieri e migliaia di auto blu) fa sono state salvate. Protesta opportuna contro la Casta, dunque. Ma con un avvertimento: guai a cadere nel disprezzo di tutta la politica, nel qualunquismo del “tutti ladri”. Parlamento e istituzioni sono pieni di persone per bene, che hanno a cuore l’interesse generale. Ai cittadini tocca sorvegliare, criticare, sorvegliare. E ai politici riformare, anche i propri privilegi. Proprio nell’interesse della buona politica e della democrazia. Che nulla ha a che vedere con il taglio di capelli e barba gratis, a Montecitorio. Il barbiere, i deputati, potrebbero pur pagarselo. Senza stimolare la critica antidemocratica del “tutti corrotti, tutti a casa”
Niente più Ponte sullo Stretto, bocciato dalla Ue
Category Taccuino
Il Ponte sullo Stretto di Messina non e’ un’opera pubblica prioritaria. Lo dice la Ue. Un taglio alle aspettative. Qualcuno protesterà. A me sembra una buona notizia. Così la si smetterà di sventolare lo straccio di un’illusione davanti a siciliani e calabresi, come si fa da decenni e si discuterà di cose più serie per lo sviluppo. Deluse, naturalmente, le famiglie di mafia e ‘ndrangheta
I nuovi avventurieri che fanno grande il Brasile
Category Bandeirantes, Ritagli di giornale
da Harvard Business Review
Dandy, regine e avventurieri
Category Articoli
Noblesse oblige. A un comportamento, uno stile, un gioco sofisticato di regole che valgono sempre, anche quando le si infrangono. A una gabbia di simboli che danno senso alla vita pubblica. E privata. Forma, appunto, è sostanza, lieve o doloroso che ne sia il rispetto. L’apparenza è glamour. Dietro, talvolta, cova il dramma. Lo racconta bene Marcello Sorgi, eccellente giornalista, nelle pagine de Il grande dandy, vita spericolata di Raimondo Lanza di Trabia, ultimo principe siciliano. Perché quel seducente, scanzonato, generoso gentiluomo, figlio illegittimo del principe Giuseppe, nobiltà antichissima e potente (poi riconosciuto ed erede di un patrimonio dei feudi paterni e delle ricchezze finanziarie della nonna Giulia Florio, stirpe di industriali e banchieri) attraversa tutte le contraddizioni del Novecento: spia fascista durante la guerra di Spagna e collaboratore dei partigiani dopo il ’43, gran seduttore di nobildonne e attrici famose e corridore automobilistico, amico dello Scià di Persia, degli Agnelli e dell’armatore Onassis, spericolato finanziere e maestro della Dolce vita romana. Anima irrequieta, comunque. Sino al suicidio, in una sera dell’autunno del ’54. Ingredienti da leggenda, brillante e bruciata. L’eco sta, perenne, in una canzone, Vecchio frac, capolavoro di Domenico Modugno, del ‘55, appena un anno dopo la morte del principe Read More