Un buon libro contro i boss. E’ il senso di una bella iniziativa promossa dall’assessorato alla Cultura di Lamezia Terme, in Calabria: “Trame, un festival dei libri sulle mafie”, da mercoledì 22 a domenica 26 giugno. L’idea è di Tano Grasso, assessore a Lamezia, un siciliano coraggioso che era stato capofila, anni fa, delle organizzazioni contro il racket mafioso. Dibattiti, convegni, discussioni, letture pubbliche, riunendo a Lamezia giornalisti, scrittori, uomini di legge, convinti che contro mafia, camorra e ‘ndrangheta servano sia la repressione (con severe e puntuali indagini e iniziative giudiziarie e con attività contro i patrimoni mafiosi) sia la formazione di una vera e propria coscienza civile che metta ai margini l’incultura dell‘illegalità e della prepotenza. Colpire i boss. I loro complici. E l’indifferenza sociale che aiuta il radicamento del potere mafioso. Se ne parla oggi sulle pagine della Domenica del Sole24Ore. E sarebbe utile che analoghe iniziative fossero promosse anche a Milano e a Torino, in Liguria e in Emilia, dove le cosche mafiose hanno trovato spazio, consensi e buone occasioni d’affari. Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Rocco Chinnici, magistrati che conoscevano bene l’importanza della cultura antimafia, ne sarebbero felici
In Calabria un festival culturale per combattere la mafia
L'autore: Antonio Calabrò
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