Romanzi d’avventura e altre storie di mare, coraggio e scoperta

Tigri di Mompracem molti anni dopo

Pubblicato 03-06-2011 da Antonio Calabrò in Articoli

Logo - Il Mondo«Non voglio ricostruire una piccola fortezza sull’isolotto che si chiamava Mompracem, voglio ricostruire l’idea di Mompracem, il mito di Mompracem, la leggenda di Mompracem: l’isola degli
uomini liberi in un oceano di padroni e schiavi. L’isola a cui anelano gli uomini migliori di questi mari». Sandokan parla. Yanez ascolta. Sono invecchiati, i due. Carichi d’acciacchi e di cicatrici, nel corpo e nell’anima. Ma come sempre indomiti. E pronti, dopo 350 pagine di scontri, duelli, arrembaggi e tempeste, a partire per nuove imprese, sfidando l’età e la sorte, d’altronde «non esistono finali definitivi, bensì preludi a nuovi finali». La novità, semmai, è che quel dialogo non porta la firma di Emilio Salgari, ma quella di Paco Ignacio Taibo II, scrittore prolifico e fantasioso e, in questo caso, temerario davvero. Perché ha scritto Ritornano le Tigri della Malesia, riportando in scena gli eroi della grande letteratura d’avventura e rendendo naturalmente omaggio al maestro, con l’aggiunta di un sapido cartiglio, proprio sotto la sua firma d’autore: «Con l’involontaria collaborazione di Emilio Salgari». Ed eccole, dunque, le Tigri, con tutto il loro seguito di tigrotti, a cominciare da Kammamuri (di Tremal Naik c’è invece il ricordo), che viaggiano e combattono, sui mari e nella jungla dell’Estremo Oriente, tra Macao e le coste del Borneo, affrontando nemici feroci e insidiosi e incontrando Kipling ed Engels, combattendo Moriarty (l’avversario di Sherlock Holmes), sfidando cinesi traditori e avidi mercanti europei, affondando navi da guerra inglesi e spagnole e finendo per aver ragione di intrighi e misteri. Paco Taibo confessa d’aver letto 63 libri scritti da Salgari e di aver dato via libera alle scorribande della sua più fervida fantasia. Il risultato è un romanzo straordinario, che strizza l’occhio con affettuosa ironia alla prosa salgariana, ne rispetta il ritmo e ne amplia ritmi e cadenze, con l’aggiunta di una carica politica tutta latino- americana. E contiene citazioni da memoria riverente e spregiudicata contemporaneità. Suggerendo, comunque, al divertito lettore, di rileggere Salgari, appunto. Lo si può fare, senza bisogno di recuperarne i vecchi testi nella biblioteca di famiglia, grazie a Einaudi, che ha appena pubblicato in unico grosso tomo, Il ciclo del Corsaro Nero (e cioè Il Corsaro Nero, La regina dei Caraibi e Jolanda, la figlia del Corsaro Nero), con un’introduzione di Luciano Currieri che si diverte a fare paragoni tra Salgari e Manzoni, come maestri cui fare risalire parte cospicua della formazione dell’identità italiana, nell’Ottocento successivo all’unificazione nazionale. A Salgari si appassiona anche Ernesto Ferrero, in Disegnare il vento, biografia romanzata dello scrittore piemontese, capitano di marina in gioventù, autore costretto a sfornare pagine su pagine per poter vivere, infelice ancorchè di successo (morì suicida) e comunque ricco di una prodigiosa fantasia, che gli consentì di descrivere luoghi che non aveva mai visto e di farne innamorare intere generazioni di lettori, che ancora apprezzano, sognano, si entusiasmano. Le avventure, d’altronde, incantano, come racconta Charles Dickens, di cui Graziella Martina ha curato, in Di viaggi e di mare, la riedizione degli scritti di una sua scorribanda in America, a metà Ottocento. Scrittore popolare, Dickens. Popolare, quel povero Salgari. Popolare, adesso, Paco Ignacio Taibo II. Segno che il grande romanzo ha non solo una storia. Ma anche un futuro.

Antonio Calabrò



© Il Mondo, 10 giugno 2011 www.ilmondo.rcs.it

L'autore: Antonio Calabrò

Antonio Calabrò Il blog di Antonio Calabrò - Segui Antonio Calabrò su Twitter - Facebook - LinkedIn

Antonio Calabrò, giornalista e scrittore, nato a Patti (Messina) nel 1950, vive e lavora a Milano e Roma. Attualmente è Direttore "Corporate Culture" del gruppo Pirelli e Direttore della Fondazione Pirelli. Precedentemente è stato Direttore Affari Istituzionali e Relazioni esterne di Pirelli & C., ha diretto l’agenzia di Stampa Apcom, è stato editorialista economico de “La7”, direttore editoriale del gruppo Il Sole 24 Ore e vice-direttore del quotidiano. Ha lavorato a La Repubblica, Il Mondo e L’Ora, ha diretto il settimanale Lettera Finanziaria e il mensile Ventiquattro. E' membro del Consiglio di Presidenza di Assolombarda, con la responsabilità per la Cultura d'impresa e la Sostenibilità. Fa parte del consiglio di amministrazione di Nomisma e dei board di numerose società e Fondazioni. Insegna all’Università Bocconi e all'Università Cattolica di Milano. Ha scritto e curato parecchi volumi, tra cui "Cuore di cactus", "Orgoglio industriale", "Intervista ai capitalisti", "Agnelli, una storia italiana" e "Dissensi - Sulle orme di Bartleby".