Si sa che gli italiani sono un popolo di costruttori e amano soprattutto avere case in proprietà. Si sa pure che, in tanti (troppi, a essere sinceri), detestano pagare le tasse. Quindi tirano su muri e non lo dicono al fisco. “Furbetti del quartierino”, si potrebbe dire di loro, usando la brillante citazione di un ragazzotto, tal Ricucci, diventato tempo fa per qualche mese famoso perché faceva il cosiddetto “immobiliarista” e s’era messo in testa di comprarsi, insieme a una banda di avventurieri, il Corriere della Sera (finì male, come meritava). Quanti sono, gli italiani furbetti? Moltissimi. Il Fisco – raccontano oggi il Corriere della Sera e la Repubblica – ha scoperto che ci sono 450mila “case fantasma”, appartamenti, capannoni, magazzini, costruiti ma non dichiarati. Sono emerse così rendite per 415 milioni di euro. E l’accertamento è appena a metà. Case abusive. Ma non solo. Anche regolari, più o meno. Ma non dichiarate. Il record va a Salerno, più di 100mila immobili fantasma. Seguono Roma, Palermo, Cosenza e Napoli. In coda all’elenco, Milano, città che vanta buone virtù civili. Le indagini continueranno. Il tema è d’attualità. In Italia si pagano troppe tasse, dicono tutti. Hanno ragione i lavoratori e le imprese in regola con il Fisco. Bisogna pagare di meno. Ma siccome i conti pubblici vanno tenuti in ordine (su questo il ministro Tremonti fa responsabilmente il suo dovere), non si possono tagliare tasse e spesa pubblica se non molto selettivamente. Così, per tenere invariato il gettito fiscale (le entrate) ma diminuendo il carico fiscale, non resta che continuare l’opera di accertamento su chi non paga. Colpire l’evasione fiscale è fondamentale scelta politica e, perché no?, morale. Di buona morale civica. L’accertamento delle “case fantasma” va in questa direzione. Su cui continuare a procedere. Alla faccia degli insopportabili “furbetti”
Il Fisco scopre mezzo milione di case-fantasma, la fantasia di chi non paga le tasse
L'autore: Antonio Calabrò
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