Lotte per i diritti femminili e vicende di mafia. Protagoniste le donne

Pubblico e privato dell’Italia in rosa

Pubblicato 28-05-2011 da Antonio Calabrò in Articoli

Logo - Il MondoDonne. Che percorrono il tempo con sguardo vigile e lucido, severo e amoroso. Protagoniste di straordinarie trasformazioni, perché capaci di custodire memoria e farne lievito di contemporaneità. Donne madri, mogli, amiche, compagne, maestre di sentimenti, di parole, di vita che valga la pena d’essere vissuta. Italiane. Biografia del Novecento, si intitola un saggio, ben documentato, di Perry Willson, originale biografia collettiva che parte dalle contadine e dalle operaie all’alba del secolo nuovo, attraversa la stagione del fascismo e delle guerre, descrive le trasformazioni sociali del miracolo economico, racconta le lotte per i diritti femminili, sul lavoro e nella società e arriva alle dimensioni problematiche di una condizione femminile che oggi vanta nuovi spazi e nuovi poteri, ma certo non ancora pari opportunità e rivela invece inedite distorsioni, nelle tante articolazioni di un’Italia contraddittoria e controversa. Storia di battaglie politiche e civili, anche all’interno del mondo cattolico, della sinistra, del sindacato. E di svolte culturali. Per capire che, in molte attività in cui gli uomini si sono sentiti in prima fila, la responsabilità reale del cambiamento ha avuto un sofferto eppur deciso volto di donna. Donna in politica, come Luciana Castellina, che in La scoperta del mondo ricostruisce, attraverso la rilettura delle pagine di un diario che l’accompagna dall’adolescenza all’età adulta dell’impegno politico, un quadriennio 1943-1947, in cui l’Italia passa dal fascismo alla democrazia e una ragazzina della buona borghesia romana, colta e cosmopolita, diventa donna militante attiva nelle file del Pci. Ci sono momenti in cui la memorialistica personale, se non è ossessiva rimemorazione privatistica, integra la saggistica storica con la forza della vita vissuta. E la Castellina sa raccontare sia i turbamenti per la fine del fascismo (sta giocando a tennis con la figlia del Duce, Anna Maria, il pomeriggio del 25 luglio del ’43, quando Mussolini viene messo drammaticamente in minoranza dal Gran consiglio) sia la scoperta di un nuovo mondo di impegno culturale e civile. Privato e politico si fondono, in pagine che hanno il sapore dell’album di famiglia dell’intera sinistra italiana. Donna, cultura, spiritualità, nelle riflessioni di Un eremo non è un guscio di lumaca di Adriana Zarri, teologa tra le più raffinate interpreti delle tensioni e delle aperture del Concilio Vaticano Secondo e animatrice, nella solitudine dell’eremo tra le colline piemontesi, di un intenso dibattito religioso e civile, capace di ascolto e di comprensione, di ricerca di Dio e del suo volto nella vita quotidiana delle persone. Donna e memoria da preservare, nelle pagine di Tempo niente di Roberto Alajmo, scrittore fecondo, che viene incaricato da Milena Marino di ricostruire la vita di Luca Crescente. Lui è un attivo, allegro, impegnato e severo magistrato del pool antimafia, in Sicilia. Anzi, era. Perché muore improvvisamente, per un attacco di cuore. E la moglie, Milena appunto, pretende che di quella vita, tra famiglia e lavoro, resti un’accurata testimonianza. La ricostruzione della vicenda privata diventa così coro sociale, in una città in cui la mafia devasta coscienze e relazioni politiche ed economiche. Ed è proprio Milena che, dietro Luca, continua a dire che la giustizia è una cosa seria, così come lo sono l’amore, la paternità, l’amicizia. Vita che nonostante tutto continua. Per mano di donna.

Antonio Calabrò



© Il Mondo, 3 giugno 2011 www.ilmondo.rcs.it

L'autore: Antonio Calabrò

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Antonio Calabrò, giornalista e scrittore, nato a Patti (Messina) nel 1950, vive e lavora a Milano e Roma. Attualmente è Direttore "Corporate Culture" del gruppo Pirelli e Direttore della Fondazione Pirelli. Precedentemente è stato Direttore Affari Istituzionali e Relazioni esterne di Pirelli & C., ha diretto l’agenzia di Stampa Apcom, è stato editorialista economico de “La7”, direttore editoriale del gruppo Il Sole 24 Ore e vice-direttore del quotidiano. Ha lavorato a La Repubblica, Il Mondo e L’Ora, ha diretto il settimanale Lettera Finanziaria e il mensile Ventiquattro. E' membro del Consiglio di Presidenza di Assolombarda, con la responsabilità per la Cultura d'impresa e la Sostenibilità. Fa parte del consiglio di amministrazione di Nomisma e dei board di numerose società e Fondazioni. Insegna all’Università Bocconi e all'Università Cattolica di Milano. Ha scritto e curato parecchi volumi, tra cui "Cuore di cactus", "Orgoglio industriale", "Intervista ai capitalisti", "Agnelli, una storia italiana" e "Dissensi - Sulle orme di Bartleby".