:inizia:Radiocor – Roma, 23 mag – L’Italia arranca, stenta a uscire dalla crisi e le famiglie, il cui potere di acquisto e’ sceso del 3,1% nel 2009 e dello 0,6% nel 2010, ‘per salvaguardare il livello dei consumi’ hanno avviato ‘una progressiva erosione del tasso di risparmio, sceso per la prima volta al di sotto di quello delle altre grandi economie dell‘Uem’. Lo segnala l’Istat nel Rapporto 2010 presentato oggi. L’Italia, insieme alla Germania ‘ha subito la maggior caduta del Pil‘ mostrando poi, al contrario di Berlino, un ‘recupero molto modesto: a marzo 2011, il Pil in Italia e’ ancora inferiore di 5,1 punti percentuali rispetto al primo trimestre 2008′. Nell’industria si e’ ridotta la capacita’ di esportare ‘specie nei settori di punta della nostra specializzazione produttiva. E’ proseguita la caduta degli occupati tra i 18 e 29 anni (-182mila unita’). In termini relativi, il calo dell‘occupazione giovanile (-8,0 e -5,3%, rispettivamente nel 2009 e nel 2010) ‘e’ stato circa cinque volte piu’ elevato di quello complessivo’. Intanto, il fenomeno degli abbandoni scolastici prematuri ‘rimane consistente, 18,8% nel 2010′. L’occupazione e’ rimasta stabile per le donne ma e’ peggiorata la qualita’ del loro lavoro. E’ infatti scesa ‘l’occupazione qualificata, tecnica e operaia (-170mila unita’), ed e’ aumentata soprattutto quella non qualificata (+108mila unita’). Si tratta soprattutto di italiane impiegate nei servizi di pulizia a imprese ed enti e di collaboratrici domestiche e assistenti familiari straniere’. Altri fattori di peggioramento qualitativo dell‘occupazione femminile sono: la crescita del part time, l’aumento delle donne sovra istruite, la disparita’ salariale (20% in meno rispetto ai maschi). Fil-tri
L’Istat documenta che l’Italia arranca e le famiglie danno fondo ai risparmi
L'autore: Antonio Calabrò
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