Capaci, diciannove anni fa la strage mafiosa in cui morirono Giovanni Falcone, la moglie e gli uomini della scor ta. Omaggio alla memoria. Ma anche a l’attualità dell’Antimafia

Pubblicato 23-05-2011 da Antonio Calabrò in Taccuino

Pomeriggio del 23 maggio 1992, diciannove anni fa. A Capaci. Una bomba mafiosa per uccidere Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli uomini della scorta. Pochi mesi dopo, a luglio, stessa sorte per Paolo Borsellino e i suoi. Ieri sera Rai 1 ha rimandato in onda uno sceneggiato ben fatto, su Falcone, i magistrati del pool antimafia e il clima di ostilità che ne accompagnò il lavoro, a Palermo e a Roma, da parte di una politica e di una società civile che con la mafia convivevano volentieri, con un traffico di consensi e affari e teorizzavano che la mafia non si può estirpare e va contenuta in “limiti fisiologici”. Vale la pena ricordargli, quegli anni, di sangue e terrore mafioso, ma anche di reazione dello Stato. Per apprezzare le differenze nel corso del tempo (molti boss in galera, molti imprenditori che si sono ribellati alla mafia) ma anche per cogliere i pericoli che la mafia continui a infiltrare politica ed economia, in Sicilia, ma anche a Roma e al Nord. E per ribadire che la giustizia è una cosa seria e magistrati e forze dell‘ordine devono essere messi sempre in condizione di combattere con efficacia mafia, camorra e ‘ndrangheta. Dunque, memoria non come rito, ma come vigile coscienza delle istituzioni e di tutti noi

L'autore: Antonio Calabrò

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Antonio Calabrò, giornalista e scrittore, nato a Patti (Messina) nel 1950, vive e lavora a Milano e Roma. Attualmente è Direttore "Corporate Culture" del gruppo Pirelli e Direttore della Fondazione Pirelli. Precedentemente è stato Direttore Affari Istituzionali e Relazioni esterne di Pirelli & C., ha diretto l’agenzia di Stampa Apcom, è stato editorialista economico de “La7”, direttore editoriale del gruppo Il Sole 24 Ore e vice-direttore del quotidiano. Ha lavorato a La Repubblica, Il Mondo e L’Ora, ha diretto il settimanale Lettera Finanziaria e il mensile Ventiquattro. E' membro del Consiglio di Presidenza di Assolombarda, con la responsabilità per la Cultura d'impresa e la Sostenibilità. Fa parte del consiglio di amministrazione di Nomisma e dei board di numerose società e Fondazioni. Insegna all’Università Bocconi e all'Università Cattolica di Milano. Ha scritto e curato parecchi volumi, tra cui "Cuore di cactus", "Orgoglio industriale", "Intervista ai capitalisti", "Agnelli, una storia italiana" e "Dissensi - Sulle orme di Bartleby".