“Operai, onore alle armi”, scrive stamattina @Pierluigi Battista sul @Corriere della Sera, parlando della “rivincita letteraria sui ceti medi trionfanti” e raccontando l’uscita di nuovi libri che hanno al centro della loro riflessione la vita “in” e “attorno” alla fabbrica e come protagonisti gli esponenti di un mondo del lavoro che sembrava caduto nel dimenticatoio. Chi segue questo blog sa che molte volte abbiamo segnalato le nuove opere e la ripubblicazione di “classici” sul tema, come “Metello” di Vasco Pratolini (con una bella introduzione di Antonio Pennacchi, di cui è stata segnalata anche la riedizione di “Mammut”) o come, segnalazione nuova, “Il padrone” di Goffredo Parise, rimandato felicemente in libreria da Adelphi. Non staremo qui a rifare l’elenco (basta scorrere questi post o le pagine dei libri su “Il Mondo” per ritrovarne ampie tracce). Ricordiamo solo che proprio la Grande Crisi ha riproposto il tema della centralità del valore del lavoro e che molte persone della politica e della cultura hanno insistito sull’articolo 1 della nostra Costituzione: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro“. Temi da riscoprire, approfondire, discutere anche alla luce della profonde trasformazioni economiche e sociali in corso. Lavoro, in Italia, vuole dire anche industria (è stato documentato anche in “Orgoglio industriale”, pubblicato nel 2009 da Mondadori, premio Biella per la letteratura industriale). E ci sono imprese in cui da lunghissimo tempo se ne dà testimonianza esemplare, come si può leggere e vedere in “Pirelli – Racconti di lavoro“, un libro di fotografie e testimonianze documentali edito tre anni fa da Mondadori. Industria. Storia. E contemporaneità. In quel luogo in grande evoluzione che si chiama fabbrica
Il ritorno delle tute blu, sulle pagine della buona letteratura
L'autore: Antonio Calabrò
|
|
Il blog di Antonio Calabrò -
Segui Antonio Calabrò su Twitter -
Facebook -
LinkedIn
|