Il sogno dei giovani, stando ai sondaggi, e’ un lavoro da impiegati

Pubblicato 15-05-2011 da Antonio Calabrò in Taccuino

La rivincita del ragionier Fantozzi, titola il Corriere della Sera, citando la mitica figura dell‘impiegato interpretata per anni al cinema da Paolo Villaggio. Un impiegato imbranato e sfigato, proprio quello che nessuno avrebbe voluto essere. Ma, dopo anni di crisi e incertezze sul posto di lavoro, arriva adesso una ricerca che dice che in cima alle aspirazioni dei giovani c’e’ di fare, appunto, l’impiegato: posto sicuro, stipendio non elevato ma sufficiente a una vita dignitosa, scarse responsabilità, bassi rischi. La ricerca e’ stata fatta da Adecco, società molto nota per il collocamento sul lavoro, con 6.500 interviste a persone tra i 26 e i 50 anni (la meta’ tra i 26 e i 35 anni). E al primo posto dei desideri, con il 14,56%, c’e’ appunto fare l’impiegato. Seguono marketing ed eventi, imprenditore, ambito amministrativo e contabile (un lavoro simile all’impiegato, comunque, in molti casi), un lavoro nel turismo, insegnante e ricercatore. In coda, musicista o cantante tv, avvocato e notaio, modella o modello. Sono dati interessanti, su cui riflettere. Se i teen agers, colpiti dagli esempi della cattiva tv, sbavano per gli effimeri protagonisti dello star system (anche lo star system da poveracci del Grande Fratello), crescendo e facendo esperienza sul difficile mercato del lavoro, diventano piu’ realisti. Il guaio e’ se ci si accontenta e si smette di sognare, di coltivare ambizioni. La sicurezza che i giovani chiedono e’ importante, soprattutto in tempi di crisi e di precariato. Ma sarebbe indispensabile che la classe dirigente del Paese spiegasse alle nuove generazioni in cerca di lavoro che si possono coltivare concretamente ambizioni maggiori dell‘essere Fantozzi

L'autore: Antonio Calabrò

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Antonio Calabrò, giornalista e scrittore, nato a Patti (Messina) nel 1950, vive e lavora a Milano e Roma. Attualmente è Direttore "Corporate Culture" del gruppo Pirelli e Direttore della Fondazione Pirelli. Precedentemente è stato Direttore Affari Istituzionali e Relazioni esterne di Pirelli & C., ha diretto l’agenzia di Stampa Apcom, è stato editorialista economico de “La7”, direttore editoriale del gruppo Il Sole 24 Ore e vice-direttore del quotidiano. Ha lavorato a La Repubblica, Il Mondo e L’Ora, ha diretto il settimanale Lettera Finanziaria e il mensile Ventiquattro. E' membro del Consiglio di Presidenza di Assolombarda, con la responsabilità per la Cultura d'impresa e la Sostenibilità. Fa parte del consiglio di amministrazione di Nomisma e dei board di numerose società e Fondazioni. Insegna all’Università Bocconi e all'Università Cattolica di Milano. Ha scritto e curato parecchi volumi, tra cui "Cuore di cactus", "Orgoglio industriale", "Intervista ai capitalisti", "Agnelli, una storia italiana" e "Dissensi - Sulle orme di Bartleby".