Fondo per la ricerca, arrivano 1,2 miliardi. Bene. Ma troppo pochi. Gli altri paesi fanno molto di più

Pubblicato 30-04-2011 da Antonio Calabrò in Taccuino

Scrive oggi @Il Sole24Ore che è pronta per la firma della ministro Gelmini la direttiva che sblocca e distribuisce i fondi per la ricerca, 1,2 miliardi di euro. Finalmente. Un passo avanti per la competitività dellItalia e della sue imprese. Ma un piccolo passo, purtroppo. Perché mentre l’Italia destina alla ricerca appena l’1,2% del Pil, la Germania spende il 2,6%. E la Cina incrementa i suoi stanziamenti del 20% all’anno. Tassi alti di investimento anche negli Usa, nel Giappone pur piegato dalla crisi, nel dinamico Brasile, nei paesi delle “tigri del Far East”. L’Italia, conferma Mediobanca, continua a restare il secondo grande paese industriale manifatturiero d’Europa, dopo la Germania. Ma a fatica. E su “ricerca e sviluppo” è sempre fanalino di coda. Chi non sa puntare coraggiosamente sull’innovazione, ipoteca il futuro e si condanna al declino. E la buona notizia di oggi rischiara pochissimo il contesto di un Paese che in politica e negli investimenti continua a non guardare con lungimiranza all’innovazione. I conservatori e i provinciali, da questo punto di vista, sono destinati a perdere. E a fare vivere male soprattutto le nuove generazioni (infatti, la disoccupazione giovanile, certifica l’Istat, continua ad aumentare)

L'autore: Antonio Calabrò

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Antonio Calabrò, giornalista e scrittore, nato a Patti (Messina) nel 1950, vive e lavora a Milano e Roma. Attualmente è Direttore "Corporate Culture" del gruppo Pirelli e Direttore della Fondazione Pirelli. Precedentemente è stato Direttore Affari Istituzionali e Relazioni esterne di Pirelli & C., ha diretto l’agenzia di Stampa Apcom, è stato editorialista economico de “La7”, direttore editoriale del gruppo Il Sole 24 Ore e vice-direttore del quotidiano. Ha lavorato a La Repubblica, Il Mondo e L’Ora, ha diretto il settimanale Lettera Finanziaria e il mensile Ventiquattro. E' membro del Consiglio di Presidenza di Assolombarda, con la responsabilità per la Cultura d'impresa e la Sostenibilità. Fa parte del consiglio di amministrazione di Nomisma e dei board di numerose società e Fondazioni. Insegna all’Università Bocconi e all'Università Cattolica di Milano. Ha scritto e curato parecchi volumi, tra cui "Cuore di cactus", "Orgoglio industriale", "Intervista ai capitalisti", "Agnelli, una storia italiana" e "Dissensi - Sulle orme di Bartleby".