Troppa burocrazia pesa sulle imprese, un costo di 21 miliardi, una crisi di competitività

Pubblicato 21-04-2011 da Antonio Calabrò in Taccuino

Da un lato, l’eccesso di adempimenti burocratici, di controlli ripetuti, di balzelli che costano più di 21 miliardi all’anno. Dall’altro, una evasione fiscale e contributiva e una grande violazione delle regole sulla sicurezza del lavoro. Sta proprio in questa strettoia una delle cause principali della crisi di competitività delle imprese italiane. Con un aggravio. Chi è in regola e paga le tasse, ma subisce la burocrazia, rischia di essere due volte svantaggiato rispetto ai “furbetti” evasori. La cifra, appunto 21 miliardi di euro all’anno, è stata fornita ieri dal ministro dellEconomia Giulio Tremonti, che ha raccontato come i 122 adempimenti fiscali diversi (appena 12, in Gran Bretagna) costino alle imprese 285 ore all’anno solo per mettersi in regola con il fisco e chissà quante altre ore per tutte le altre pratiche burocratiche di vario tipo. Controlli e adempimenti costosi, ripetuti, inutili, fastidiosi, vessatori, dietro i quali, talvolta – lo dichiara sempre Tremonti – si nasconde anche la corruzione (dei funzionari pubblici per “chiudere un occhio”). Costo improprio, dunque, che pesa soprattutto su chi lavora bene, seriamente, onestamente. Confindustria ha applaudito, naturalmente, all’analisi del ministro e ha apprezzato la proposta di ridurre gli adempimenti burocratici, con un risparmio teorico di oltre 11 miliardi. Una buona mossa. L’importante è che, mentre si porta avanti questa semplificazione, le autorità pubbliche non rallentino controlli e indagini mirate e ben eseguite per scovare gli evasori fiscali e contributivi e fare pagare le tasse a chi non lo fa

L'autore: Antonio Calabrò

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Antonio Calabrò, giornalista e scrittore, nato a Patti (Messina) nel 1950, vive e lavora a Milano e Roma. Attualmente è Direttore "Corporate Culture" del gruppo Pirelli e Direttore della Fondazione Pirelli. Precedentemente è stato Direttore Affari Istituzionali e Relazioni esterne di Pirelli & C., ha diretto l’agenzia di Stampa Apcom, è stato editorialista economico de “La7”, direttore editoriale del gruppo Il Sole 24 Ore e vice-direttore del quotidiano. Ha lavorato a La Repubblica, Il Mondo e L’Ora, ha diretto il settimanale Lettera Finanziaria e il mensile Ventiquattro. E' membro del Consiglio di Presidenza di Assolombarda, con la responsabilità per la Cultura d'impresa e la Sostenibilità. Fa parte del consiglio di amministrazione di Nomisma e dei board di numerose società e Fondazioni. Insegna all’Università Bocconi e all'Università Cattolica di Milano. Ha scritto e curato parecchi volumi, tra cui "Cuore di cactus", "Orgoglio industriale", "Intervista ai capitalisti", "Agnelli, una storia italiana" e "Dissensi - Sulle orme di Bartleby".