Di fronte ai dati allarmanti sulla disoccupazione giovanile in crescita, Giuseppe De Rita, sociologo autorevole e presidente del Censis (il miglior osservatorio sull’evoluzione della società italiana), da dei saggi consigli, in una intervista pubblicata stamane su “la Repubblica“. Basta corsi di specializzazione, basta master, basta studiare cose inutili. Serve semmai un grande piano nazionale per la formazione sul posto di lavoro, finanziato con soldi pubblici, per uscire dalla precarietà e per riportare i giovani anche al lavoro manuale, anche all’industria, per troppo tempo trascurata. Il titolo di studio, avverte De Rita, si è ridotto a uno status sociale, che però non garantisce occupazione. La crisi del 2008, che ancora continua, ci ha imposto un bagno di realtà. Dunque, ripensiamo formazione e lavoro. E, per combattere la precarietà e il dislivello tra studio e lavoro, coinvolgiamo le imprese, anche quelle piccole, nella formazione dei giovani. Eccolo, dunque, un bel tema di dibattito politico e sociale. Per chi sta in Parlamento, per chi governa, ma anche per le imprese, i sindacati, i ragazzi e le loro famiglie. E’ indispensabile ricominciare a parlare di cose serie
basta con gli studi inutili, meglio andare a imparare in fabbrica
L'autore: Antonio Calabrò
|
|
Il blog di Antonio Calabrò -
Segui Antonio Calabrò su Twitter -
Facebook -
LinkedIn
|