Milano del design, metropoli vitale ed esempio di buoni progetti che legano cultura e sviluppo economico

Pubblicato 17-04-2011 da Antonio Calabrò in Taccuino

Record di visitatori, nei giorni milanesi del Salone del Mobile, intelligente festa del Design. 300mila persone, un record. Segno di apprezzamento internazionale per una sintesi tutta italiana tra cultura del progetto e cultura del prodotto, tra creatività e capacità dell‘industria manifatturiera, tra valore economico e valori estetici e funzionali. Siamo di fronte a un’Italia alta, colta, sofisticata, innovativa, non all’Italietta delle risse e degli scandali. A un’Italia da preservare e fare crescere. Un buon paradigma anche per il futuro. Milano, da questo punto di vista, si conferma metropoli degna di attenzione, interesse, rispetto: una leva di sviluppo per tutto il Paese. Ci sono luoghi d’eccellenza, nella grande città, al di là delle stesse manifestazioni di qualità come il Salone del Mobile. La Scala e gli altri posti della buona musica. Il Piccolo Teatro, il Teatro Parenti e altri centri di rappresentazione di livello. I centri dell‘arte, classica (il museo di Brera, per fare solo un nome), moderna (il bel Museo del Novecento) e contemporanea, a cominciare dall’Hangar Bicocca, cuore innovativo di un vero e proprio “distretto culturale” che a Bicocca, ex area industriale del nord della città, vede attive istituzioni tra impresa, università, cinema, teatro, fotografia, archivi storici imprenditoriali e strutture della migliore cultura d’impresa. I laboratori di ricerca. I luoghi della formazione, a cominciare dalle università (Politecnico, Bocconi, Statale, Cattolica, Bicocca, Iulm e così via continuando). La buona editoria. Milano è metropoli colta, intelligente, sofisticata, accogliente per intelligenze e stimoli culturali dal resto d’Italia, dal resto del mondo. Un patrimonio di successo non effimero, non meramente economico. Sintesi di qualità, ben oltre l’economicismo gretto della semplice accumulazione di ricchezza frettolosa. E proprio su questo patrimonio varrebbe la pena investire. Le risorse migliori di Milano, dellItalia, sono le sue risorse umane, la sua cultura aperta e molteplice. Non provincia. Ma mondo

L'autore: Antonio Calabrò

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Antonio Calabrò, giornalista e scrittore, nato a Patti (Messina) nel 1950, vive e lavora a Milano e Roma. Attualmente è Direttore "Corporate Culture" del gruppo Pirelli e Direttore della Fondazione Pirelli. Precedentemente è stato Direttore Affari Istituzionali e Relazioni esterne di Pirelli & C., ha diretto l’agenzia di Stampa Apcom, è stato editorialista economico de “La7”, direttore editoriale del gruppo Il Sole 24 Ore e vice-direttore del quotidiano. Ha lavorato a La Repubblica, Il Mondo e L’Ora, ha diretto il settimanale Lettera Finanziaria e il mensile Ventiquattro. E' membro del Consiglio di Presidenza di Assolombarda, con la responsabilità per la Cultura d'impresa e la Sostenibilità. Fa parte del consiglio di amministrazione di Nomisma e dei board di numerose società e Fondazioni. Insegna all’Università Bocconi e all'Università Cattolica di Milano. Ha scritto e curato parecchi volumi, tra cui "Cuore di cactus", "Orgoglio industriale", "Intervista ai capitalisti", "Agnelli, una storia italiana" e "Dissensi - Sulle orme di Bartleby".