Com’era bella Milano, dal Bar Jamaica alla stagione del Piccolo Teatro di Paolo Grassi

Pubblicato 06-04-2011 da Antonio Calabrò in Taccuino

Ricorrenze, in memoria di una Milano splendida. Il Bar Jamaica, nel cuore di Brera, compie cent’anni. E festeggia con una mostra di foto di Ugo Mulas, immagini dei tempi in cui, negli anni Cinquanta e Sessanta, a quei tavolini sedevano artisti come Tadini, Fontana, Manzoni, Bianciardi, mentre Camilla Cederna se ne stava a chiacchierare con Giancarlo Fusco, giornalismo e pittura, fotografia e letteratura, talenti e speranze, Milano vitale che sapeva generosamente immaginare e costruire un gran bel futuro. Sì andava lì per allegria. Per coniugare intelligenza e divertimento. Bere idee. Altro che la volgare “Milano da bere” dei successivi, scomposti, anni Ottanta. Bei tempi anche quelli del Piccolo Teatro guidato da Paolo Grassi, “un gentiluomo del Sud con lo sguardo sul mondo” (un titolo azzeccato sul @Corriere della Sera di oggi), cofondatore del teatro con Giorgio Strehler e alcuni dei più bei nomi dell‘imprenditoria e della società milanese (Piero e Alberto Pirelli, tra gli altri). L’epoca di splendore è ricordata da un libro, “Paolo Grassi – Una biografia fra teatro, cultura e società“, scritto da Carlo Fontana e pubblicato da Skirà, che sarà presentato oggi pomeriggio al Piccolo di via Rovello. Nostalgia? Anche. Ma la città che seppe essere grande per intelligenza, creatività, accoglienza, ha ancora oggi carte da giocare, per un suo migliore sviluppo. Basta saperle leggere. E usare

L'autore: Antonio Calabrò

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Antonio Calabrò, giornalista e scrittore, nato a Patti (Messina) nel 1950, vive e lavora a Milano e Roma. Attualmente è Direttore "Corporate Culture" del gruppo Pirelli e Direttore della Fondazione Pirelli. Precedentemente è stato Direttore Affari Istituzionali e Relazioni esterne di Pirelli & C., ha diretto l’agenzia di Stampa Apcom, è stato editorialista economico de “La7”, direttore editoriale del gruppo Il Sole 24 Ore e vice-direttore del quotidiano. Ha lavorato a La Repubblica, Il Mondo e L’Ora, ha diretto il settimanale Lettera Finanziaria e il mensile Ventiquattro. E' membro del Consiglio di Presidenza di Assolombarda, con la responsabilità per la Cultura d'impresa e la Sostenibilità. Fa parte del consiglio di amministrazione di Nomisma e dei board di numerose società e Fondazioni. Insegna all’Università Bocconi e all'Università Cattolica di Milano. Ha scritto e curato parecchi volumi, tra cui "Cuore di cactus", "Orgoglio industriale", "Intervista ai capitalisti", "Agnelli, una storia italiana" e "Dissensi - Sulle orme di Bartleby".