Crollo delle nuove iscrizioni negli atenei, la delusione dei giovani che cercano lavoro

Ragazzi in fuga dall’università e laureati a lungo precari

Pubblicato 08-03-2011 da Antonio Calabrò in Taccuino

La notizia sta sulla prima pagina di tutti i principali quotidiani. Ed è una brutta notizia: i nostri ragazzi hanno sempre meno fiducia nell’università e vi si iscrivono in numero sempre minore, mentre parecchi non finiscono gli studi. L’Italia povera di materie prime perde a pezzi il suo capitale migliore, il capitale umano. I dati di “AlmaLaurea” (potete trovarli in dettaglio sul @Corriere della Sera, @la Repubblica, @La Stampa e @Il Sole 24Ore) dicono che le matricole sono diminuite del 9% negli ultimi quattro anni. Una vera e propria crisi di fiducia. A tre anni dalla laurea, solo 3 giovani su quattro lavorano. E tra loro quasi uno su due ha un lavoro precario. Diminuiscono anche i guadagni: poco più di mille euro al mese, contro i 1.157 del 2007. Per le donne, va peggio: il 30% in meno dei coetanei maschi. E’ vero, avere una laurea è sempre meglio che non averla: il tasso di occupazione di chi ha solo un diploma è del 66%, contro il 77% dei laureati. Ma la delusione di chi ha affrontato da tre a cinque anni di studi universitari (fatica e spese elevate) è comunque allarmante. L’Italia cresce poco, lo sappiamo. Molto meno degli altri paesi europei. Dipende anche dalle carenze di mano d’opera qualificata. In altri termini: servirebbero risorse ben formate, ben preparate. Ma queste risorse non trovano risposte adeguate. Un circuito vizioso, negativo, perverso. Bisognerebbe investire di più e meglio in formazione, ricerca, innovazione. Costruire spazio per le nuove generazioni. Scommettere sul futuro. Proprio quello che l’Italia non fa. I dati resi noti oggi sono un nuovo campanello d’allarme sulla crisi. Come altri, si corre il rischio che resti inascoltato, mentre politica e classe dirigente, purtroppo, parlano d’altro. Irresponsabilmente

L'autore: Antonio Calabrò

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Antonio Calabrò, giornalista e scrittore, nato a Patti (Messina) nel 1950, vive e lavora a Milano e Roma. Attualmente è Direttore "Corporate Culture" del gruppo Pirelli e Direttore della Fondazione Pirelli. Precedentemente è stato Direttore Affari Istituzionali e Relazioni esterne di Pirelli & C., ha diretto l’agenzia di Stampa Apcom, è stato editorialista economico de “La7”, direttore editoriale del gruppo Il Sole 24 Ore e vice-direttore del quotidiano. Ha lavorato a La Repubblica, Il Mondo e L’Ora, ha diretto il settimanale Lettera Finanziaria e il mensile Ventiquattro. E' membro del Consiglio di Presidenza di Assolombarda, con la responsabilità per la Cultura d'impresa e la Sostenibilità. Fa parte del consiglio di amministrazione di Nomisma e dei board di numerose società e Fondazioni. Insegna all’Università Bocconi e all'Università Cattolica di Milano. Ha scritto e curato parecchi volumi, tra cui "Cuore di cactus", "Orgoglio industriale", "Intervista ai capitalisti", "Agnelli, una storia italiana" e "Dissensi - Sulle orme di Bartleby".