Cronaca di un pomeriggio del sabato a Palermo, in libreria, alla Feltrinelli. Ci si incontra attorno a un tavolo, su iniziativa della direttrice Lia Vicari, una brava e appassionata libraia, di quelle che hanno imparato che i libri sono parole e oggetti e che li si conosce sfogliandoli, facendone l’inventario, spolverandoli, fermandosi a leggerne pagine, rimettendoli in ordine con l’attenzione e l’affetto (sì, proprio l’affetto) che si deve a ciò che ti è caro (ce ne sono ancora, di librai così, nelle grandi catene e nelle piccole librerie indipendenti; e chi ha imparato a lavorare con i libri secondo questa severa e divertente cultura della lettura, anche quando ha cambiato mestiere, conserva una sapienza, formata sul “piacere del testo”, che dà grandi risultati di intelligenza del cuore e di spirito critico). L’iniziativa ha per titolo “Un caffè con…”. L’ha inaugurata Marcello Sorgi, ottimo giornalista, ex direttore del Tg1 e de “La Stampa”, scuola fatta a “L’Ora”, mestiere lucido di informato analista politico. Ed è continuata ieri con chi scrive queste note. Poi, nel tempo, chissà…
Un tavolo, dunque, affollato di giornali e di libri. Amici seduti seduti tutt’attorno, per chiacchierare. Persone che si fermano, dopo aver girato per le sale della libreria, incuriositi dalla discussione. Voci che si incrociano e si confondono. Spirito disinvolto. Riedizione di un’antica abitudine, di quando si andava in libreria e lì si incontravano volumi in attesa di essere letti, librai che sapevano dare buoni consigli, scrittori e artisti con cui fermarsi a parlare (succedeva a Palermo e a Milano, a Roma e a Genova, nelle piccole città di provincia… e può continuare a succedere ancora). Si fa conversazione, divertente esercizio di passioni e di idee. Esercizio democratico, la conversazione. Senso civile di una comunità capace di un “discorso pubblico” informato o desideroso di informarsi.
Nel pomeriggio palermitano, prendendo spunto da @Cuore di cactus, si parla dell‘amore per i libri e di Sicilia, di Sciascia e di Pasolini, dell‘avvenire della memoria (omaggio a un grande intellettuale palermitano, Michele Perriera), dell‘ultimo saggio di Richard Posner su “La crisi della democrazia capitalista” e delle ricerche di Stiglitz, Sen e Fitoussi su tutto ciò che bisogna considerare in economia oltre l’andamento del Pil, di quant’era bella Palermo negli anni Sessanta e Settanta nonostante la mafia, Lima e Ciancimino e di come adesso la Sicilia possa avere, nonostante tutto, carte da giocare per uno sviluppo di qualità. E si discute ancora, inanellando un argomento all’altro con leggerezza alla Calvino, di problemi delle nuove generazioni e di speranze da nutrire, di Paco Ignacio Taibo II e della sua riscoperta dei personaggi di Salgari, di Milano città ospitale e di Torino post-industriale, di stare e partire e così via continuando. “Le parole tra noi leggere” e “Lessico familiare” tra lettori.
Passano presto, oltre due ore di buone discussioni. Poi si compra ancora un libro, si prende nota di qualcos’altro da leggere nelle prossime settimane, ci si saluta. La libreria è un luogo accogliente, amicale. Arrivederci al prossimo “Caffè con…”
L’iniziativa di un’appassionata libraia a Palermo, prendere il caffè tutti attorno a un tavolo e riscoprire il piacere civile della conversazione
Feltrinelli, un pomeriggio per parlare di Sciascia e Pasolini, economia e l’avvenire della memoria
L'autore: Antonio Calabrò
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