Fuori dai dibattiti del cortile Italia, proviamo a respirare aria migliore. E prendiamo in mano l’ultimo numero di “Time” che offre ai suoi lettori un appassionante dibattito sul “declino americano”. Un “teetering Behemoth”, un Leviatano incerto, che sta per perdere il suo equilibrio, secondo Fareed Zakaria. Un Titano ancora carico di energia, invece, secondo David Von Drehle. Otto pagine di discussione, pacata, argomentata, fondata su fatti e dati, sulla condizione e le prospettive di un paese che cerca di definire il suo ruolo e il suo destino in un mondo “multipolare” o dalle “sovranità multiple”, per usare una bella espressione dell‘ultimo libro del politologo Parag Khanna (“How to run the world – Charting a course to the next Reinassance”, pubblicato da Random House. Zakaria sostiene che i giorni migliori dell‘America sono oramai alle nostre spalle. E lo spiega sulla base del “Prosperity Index” del Legatum Institute (che misura ricchezza e qualità della vita), secondo il quale gli Usa, al primo posto sino al 2007, adesso sono precipitati al decimo, superati dai quattro paesi scandinavi e da Australia, Nuova Zelanda, Canada, Olanda e Svizzera. Al declino, contribuiscono anche i nuovi equilibri internazionali, che hanno messo in discussione il primato americano, ma anche le conseguenze della grave crisi economica, da cui gli Stati Uniti, nonostante gli sforzi di Obama, non si sono risollevati. Conclude Zakaria: mancano l’intraprendenza e quel senso di responsabilità, verso il Paese e verso il mnondo, che aveva connotato la democrazia americana dai tempi di Jefferson e Adams sino ai politici di ieri. Adesso, invece, sono di scena i politicanti. E “siamo diventati grassi e pigri”. In passato, “la paura del declino ci ha aiutato a evitarlo. Speriamo sia ancora così”. Opposto il parere di Drehle: “Non scommettere contro l’America”, perchè “restiamo la nazione leader del mondo” e facciamo da riferimento per chiunque voglia costruire sviluppo, creatività, libertà. Bella discussione, approfondita, civile. Un ottimo esempio di esercizio intellettuale e di severo e accurato giornalismo, cui ispirarsi. Da questo punto di vista, altro che declino…
Una discussione sulle pagine di Time tra Fareed Zakaria e David Von Drehle sullo stato di salute dell’America nell’era Obama
Gli Usa sono un paese in declino…No, sono ancora il numero 1
L'autore: Antonio Calabrò
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