Ci sono momenti in cui la buona compagnia non è quella delle emozioni di cronaca, ma soprattutto quella della riflessione, attraverso buoni libri. E così stamattina, di fronte alle notizie che arrivano ancora, con prepotenza, dalla sponda araba del Mediterraneo (rivolte, resistenze di orrendi figuri come quel Gheddafi troppo a lungo tollerato, voglia di libertà e sviluppo economico e civile, soprattutto delle giovani generazioni di Tunisia, Libia, Algeria ed Egitto) e da un’Europa ancora incapace di un lungimirante disegno politico, questo blog vuole suggerire buone letture. Prendere in mano i saggi di Braudel, di Cipolla e soprattutto di Matvejevic, con il suo straordinario “Breviario mediterraneo”, per ragionare sugli incroci di civiltà, sui conflitti, sulla forza terribile degli scontri storici ma anche sulle straordinarie opportunità offerte da una riproposizione delle civiltà dei dialoghi e degli scambi. Un buon libro, in momenti così convulsi, può aiutare a sentirsi meno confusi, spaesati, impauriti (la paura è sempre pessima consigliera). E aiutare a capire cosa pensare, cosa fare. Parole colte, consapevoli, sapienti, fuori dall’ossessione distorta di messaggi populisti che vengono dalle Tv. Ancora un suggerimento di lettura. l’editoriale di Romano Prodi sulla prima pagina de “Il Messaggaro”. “Mediterraneo, la grande amnesia dell‘Europa – I sussulti africani, la nostra cecità“. Dialoghi da recuperare, in politica, in economia, nelle relazioni culturali
Nella storia di un mare aperto ai conflitti e agli scambi le ragioni antiche e nuove di un confronto tra culture, diritti e speranza, attraverso buoni libri
Mediterraneo inquieto, consigli per riflettere oltre l’emozione della cronaca
L'autore: Antonio Calabrò
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