Ancora un’analisi critica del Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi sui drammatici limiti della crescita economica italiana

Per i giovani salari fermi da 10 anni. Un capitale umano bruciato

Pubblicato 27-02-2011 da Antonio Calabrò in Taccuino

L’Italia è un paese bloccato. Da 15 anni la crescita è stentata, quasi assente, l’1% all’anno appena. La competitività diminuisce. I redditi delle famiglie e quindi i loro consumi, in termini reali, non migliorano. Le imprese fanno quello che possono, crescono soprattutto grazie all’export e agli investimenti all’estero, buona prova di vitalità, ma insufficiente a fare ripartire l’Italia. E il paese spreca il suo capitale migliore: i giovani. Ieri, al Forex, a Verona, il Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, oltre a insistere sui limiti della crescita, ha detto che per i giovani i “salari d’ingresso” (quelli che prendono appena cominciano a lavorare) sono fermi, in termini reali, da più di dieci anni. Un gravissimo elemento di paralisi. Fermare i giovani e frustrare le loro speranze è fermare lo sviluppo. E noi abbiamo giovani disoccupati per il 30% (un altro dato rimarcato da Draghi), pagati poco quando assunti, fatti entrare sul mercato del lavoro in condizioni precarie (la flessibilità necessaria all’economia si è ridotta nella maggior parte dei casi a precariato, anche per colpa di un non completamento della legislazione sui cambiamenti del mercato del lavoro, gravissima responsabilità di chi ha non-governato). Attenzione: Draghi non dice alcunché di nuovo. Dati e condizioni note. E questo è il peggio: gli uomini responsabili delle istituzioni denunciano e fanno quel che possono, altri non agiscono

L'autore: Antonio Calabrò

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Antonio Calabrò, giornalista e scrittore, nato a Patti (Messina) nel 1950, vive e lavora a Milano e Roma. Attualmente è Direttore "Corporate Culture" del gruppo Pirelli e Direttore della Fondazione Pirelli. Precedentemente è stato Direttore Affari Istituzionali e Relazioni esterne di Pirelli & C., ha diretto l’agenzia di Stampa Apcom, è stato editorialista economico de “La7”, direttore editoriale del gruppo Il Sole 24 Ore e vice-direttore del quotidiano. Ha lavorato a La Repubblica, Il Mondo e L’Ora, ha diretto il settimanale Lettera Finanziaria e il mensile Ventiquattro. E' membro del Consiglio di Presidenza di Assolombarda, con la responsabilità per la Cultura d'impresa e la Sostenibilità. Fa parte del consiglio di amministrazione di Nomisma e dei board di numerose società e Fondazioni. Insegna all’Università Bocconi e all'Università Cattolica di Milano. Ha scritto e curato parecchi volumi, tra cui "Cuore di cactus", "Orgoglio industriale", "Intervista ai capitalisti", "Agnelli, una storia italiana" e "Dissensi - Sulle orme di Bartleby".