La battaglia delle due figlie e le indagini di due ostinate magistrate a Palermo

Trent’anni per accertare la verità e definire le responsabilità mafiose per l’omicidio di un medico perbene, Sebastiano Bosio

Pubblicato 24-02-2011 da Antonio Calabrò in Taccuino

E’ il 6 novembre del 1981 quando un killer uccide Sebastiano Bosio, un ottimo medico dell‘ospedale Civico di Palermo. Omicidio di mafia, per modalità. Ma su cui subito si insinuano voci e distorsioni, per sviare e inquinare le indagini: Bosio sarebbe morto perché colpevole di avere curato un latitante, Totuccio Contorno, un boss braccato dai corleonesi. Morte. E infamia. L’ombra, su Bosio, della complicità con le cosche, della partigianeria mafiosa. Tutto falso, naturalmente. Su quell’omicidio, calo’ il silenzio. Sciatte indagini. Scarsi accertamenti. Negli anni, le due figlie, Lilli e Silvia, si sono impegnate per fare riaprire le indagini. E ce l’hanno fatta. Tutta la storia e’ ricostruita oggi su “Sette”, il magazine del @Corriere della Sera. Emerge il prossimo rinvio a giudizio del boss Nino Madonia come killer. E si chiarisce la motivazione: Bosio si era opposto ai ricoveri di comodo al Civico di mafiosi come Fascella e Vittorio Mangano, più tardi noto come “lo stalliere di Arcore”. Un’indipendenza grave: al Civico comandava come direttore sanitario Beppe Lima, fratello di Salvo Lima e gli uomini delle cosche, tra ricoveri facili e interventi segreti, facevano quel che gli pareva. Bosio, insomma, dava il cattivo esempio. E fu ucciso. Oggi, con la verità che si accerta su quell’omicidio, si scrive una pagina importante, non solo per l’onore di un gentiluomo, ma anche per la sottolineatura dell‘infamia di una parte della città che su Bosio tacque o accetto’ per pigrizia e complicità le calunnie

L'autore: Antonio Calabrò

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Antonio Calabrò, giornalista e scrittore, nato a Patti (Messina) nel 1950, vive e lavora a Milano e Roma. Attualmente è Direttore "Corporate Culture" del gruppo Pirelli e Direttore della Fondazione Pirelli. Precedentemente è stato Direttore Affari Istituzionali e Relazioni esterne di Pirelli & C., ha diretto l’agenzia di Stampa Apcom, è stato editorialista economico de “La7”, direttore editoriale del gruppo Il Sole 24 Ore e vice-direttore del quotidiano. Ha lavorato a La Repubblica, Il Mondo e L’Ora, ha diretto il settimanale Lettera Finanziaria e il mensile Ventiquattro. E' membro del Consiglio di Presidenza di Assolombarda, con la responsabilità per la Cultura d'impresa e la Sostenibilità. Fa parte del consiglio di amministrazione di Nomisma e dei board di numerose società e Fondazioni. Insegna all’Università Bocconi e all'Università Cattolica di Milano. Ha scritto e curato parecchi volumi, tra cui "Cuore di cactus", "Orgoglio industriale", "Intervista ai capitalisti", "Agnelli, una storia italiana" e "Dissensi - Sulle orme di Bartleby".