Avventure e viaggi, scelte coraggiose e decisioni etiche. il mondo raccontato con i miti

L’eterna ricerca di Itaca

Pubblicato 09-02-2011 da Antonio Calabrò in Articoli

Logo - Il MondoGli eroi vivono nel viaggio e nel racconto. E nella loro immagine, sotto le forme del mito e poi della letteratura, si condensano precetti morali e norme giuridiche che reggono comunità e civiltà. Il Mediterraneo è mare grande che consente la comunicazione tra le terre. La Grecia ne è stata a lungo il cuore. E così si può, oggi, per l’ennesima volta, tornare a Ulisse, per cercare nella sua figura, astuta e molteplice, chiavi che spieghino chi siamo e cosa possiamo continuare a diventare. Leggere il breve ma sapido saggio di Eva Cantarella, Sopporta, cuore… La scelta di Ulisse, apre le porte a una riflessione fondamentale, sul passaggio compiuto, appunto attraverso l’Odissea, dall’etica fondata sul dominio degli dei e la soggezione degli uomini, alla cultura della responsabilità, da cui derivano principi giuridici ancora attuali.
Ulisse, infatti, è un eroe molteplice. Valoroso in guerra. E abile retore, come si addice a un condottiero. Ma ha una dote per cui si distingue: la sapienza affilata dalla metis, dall’astuzia (ben diversa dall’inganno del dolo). Ed è a quella che fa ricorso tutte le volte in cui, durante la guerra di Troia e poi negli anni delle peregrinazioni per mare, si trova di fronte alle più dure difficoltà. Sta qui, la sua modernità. Nella curiosità per l’ignoto, che alimenta il gusto del viaggio. Nell’affidamento all’intelligenza critica più che alla forza. E nella coscienza che dietro le scelte umane non c’è solo l’influenza divina, ma anche la manifestazione della propria volontà. Con lucidità, dunque, la Cantarella, ottima storica del diritto, ricostruisce il senso del comportamento di Ulisse dopo il suo ritorno a Itaca. Si vendica dei Proci che ne hanno offeso l’onore, punendo con la morte le loro azioni ingiuste. Ma risparmia i servi che sono stati costretti a obbedire. In quel momento, attraverso il mito, si afferma l’idea della responsabilità, che deve stare alla base della sanzione. Un preludio delle leggi di Dracone nella sfera giuridica delle polis che si stanno formando. Un chiaro principio morale e legale (il valore della responsabilità individuale, personale, laica, appunto) in cui non contano più gli dei, ma gli uomini. Ma che viaggiatore è stato, Ulisse? Un uomo fragile, incerto, che torna a Itaca ma ne riparte, turbato dalla Penelope che si è risposata, stanca di aspettarlo, secondo la rilettura affascinante che ne fa Zachary Mason in Il signore degli inganni. E che nel nuovo viaggio ricerca tracce di sé, senza eroismi, finendo per ritrovarsi in una Troia che dell’epica della guerra ha fatto spettacolo per turisti di bocca buona. Il mito cede, modernamente, il posto alla storia. Lo testimoniano anche le pagine di Eroi viaggiatori. I Greci e i loro miti nell’età epica di Omero di Robin Lane Fox, esplorazione acuta e ben documentata di costanti ibridazioni di civiltà tra il centro della cultura più prestigiosa e le altre città mediterranee. Culture in movimento e in trasformazione, in cui contano non solo la forza delle proprie idee, ma anche la capacità di comprensione e di ascolto. Una lezione attualissima. Si può anche Leggere Hugo Pratt, come recita il titolo del bel saggio di Giovanni Marchese, per meditare sul viaggio e sulle originali sintesi culturali, di cui il «padre» di Corto Maltese, nei suoi fumetti considerati «letteratura disegnata» è maestro. E Corto, con il suo curioso viaggiare, reinterpreta Ulisse. E le nostre inquietudini.

Antonio Calabrò



© Il Mondo, 11 febbraio 2011 www.ilmondo.rcs.it

L'autore: Antonio Calabrò

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Antonio Calabrò, giornalista e scrittore, nato a Patti (Messina) nel 1950, vive e lavora a Milano e Roma. Attualmente è Direttore "Corporate Culture" del gruppo Pirelli e Direttore della Fondazione Pirelli. Precedentemente è stato Direttore Affari Istituzionali e Relazioni esterne di Pirelli & C., ha diretto l’agenzia di Stampa Apcom, è stato editorialista economico de “La7”, direttore editoriale del gruppo Il Sole 24 Ore e vice-direttore del quotidiano. Ha lavorato a La Repubblica, Il Mondo e L’Ora, ha diretto il settimanale Lettera Finanziaria e il mensile Ventiquattro. E' membro del Consiglio di Presidenza di Assolombarda, con la responsabilità per la Cultura d'impresa e la Sostenibilità. Fa parte del consiglio di amministrazione di Nomisma e dei board di numerose società e Fondazioni. Insegna all’Università Bocconi e all'Università Cattolica di Milano. Ha scritto e curato parecchi volumi, tra cui "Cuore di cactus", "Orgoglio industriale", "Intervista ai capitalisti", "Agnelli, una storia italiana" e "Dissensi - Sulle orme di Bartleby".