Testimonianze di passioni culturali e politiche. racconti italiani di guerra e di pace

Giornalisti, un po’ filosofi

Pubblicato 26-11-2010 da Antonio Calabrò in Articoli

Logo - Il MondoGrandi vecchi, potremmo dire di loro. Filosofi, politici, giornalisti. La sapienza maturata attraversando il lungo Novecento. E l’intelligenza critica di chi vede, studia, racconta, fa. Testimonianze di passioni politiche e culturali, elaborazioni di idee, lezioni di vita. Riflettere sulle pagine di questi protagonisti di un’Italia controversa eppur vitale (due, Norberto Bobbio e Vittorio Foa, recentemente scomparsi, altri due, Bocca e Pirani, ancora lucidamente attivi) aiuta non solo a ragionare su storia e presente, ma anche a ritrovare il «piacere del testo» di letture brillanti e sincere, analitiche e descrittive, letteratura dell’attualità. Poteva andare peggio, è il titolo del volume di Mario Pirani, esercizio ironico di understatement, ma anche intelligente giudizio sulla parzialità delle conquiste storiche di grandi battaglie ideali, personali e professionali.
Ognuno ci mette quel che sa e può. E qualcosa, comunque, cambia. È una vita densa, quella di Pirani. L’infanzia agiata, con le villeggiature al Lido di Venezia e a Forte dei Marmi. L’angoscia delle leggi razziali, cui i PiraniCoen riescono a sfuggire. La militanza nel Pci da «rivoluzionario di professione» e il giornalismo sulle colonne de l’Unità. La rottura, dopo l’invasione sovietica dell’Ungheria e le censure per alcuni articoli critici sulla condizione operaia. L’entusiasmante stagione come dirigente dell’Eni di Enrico Mattei (come una sorta di ministro degli esteri per trattare con i patrioti algerini in guerra per l’indipendenza dalla Francia). E poi, a tempo pieno, il giornalismo, prima a Il Giorno e poi, dopo una breve direzione de L’Europeo (conclusa con la dimissioni, per non aver voluto appoggiare i massoni della P2), i lunghi anni a la Repubblica. Giornalismo civile, con una gran dote: la curiosità e l’autonomia di giudizio. «Mezzo secolo di ragionevoli illusioni», scrive in sintesi Pirani.
Lungo anche il percorso giornalistico di Giorgio Bocca (anche per lui, Il Giorno e poi la Repubblica). Sguardo di cronista, attitudine al commento da scrittore morale. Qualità che nutrono l’antologia dei suoi scritti, raccolti in Fratelli coltelli, 1943-2010. L’Italia che ho conosciuto: dal crollo del fascismo alla guerra partigiana (combattuta nelle brigate di Giustizia e Libertà), dal boom economico al terrorismo e alle violenze della mafia, sino a Tangentopoli e alla stagione di Silvio Berlusconi: «Dobbiamo ancora imparare a vivere in società, a essere Stato, inutilmente furbi, inguaribilmente infantili ma molto umani nelle debolezze come nelle virtù». Ci sono, comunque, virtù civili da salvaguardare, come si coglie nelle pagine degli Elementi di politica di Norberto Bobbio, il maggior filosofo politico italiano, con affascinanti analisi sui valori della democrazia, la tolleranza, la non violenza, la fratellanza. E ci sono esperienze il cui ricordo può continuare a nutrire il meglio della cultura repubblicana: quelle di Vittorio Foa, tra antifascismo, militanza nella Cgil e nella sinistra (da non comunista, ma dialogando criticamente con il Pci), insegnamento e scrittura. Scelte di vita, si intitola il libro che raccoglie, a cura di Andrea Ricciardi, le conversazioni tra Foa e Giovanni De Luna, Carlo Ginzburg, Pietro Marcenaro, Claudio Pavone e Vittorio Rieser. Uno scavo sincero e lucido attorno a parole come progresso, libertà, socialismo, democrazia, partecipazione. Parole da maestri da continuare ad ascoltare.

Antonio Calabrò

Leggi l’articolo tratto da Il Mondo, pg. 117 in PDF© Il Mondo, 3 dicembre 2010 www.ilmondo.rcs.it

L'autore: Antonio Calabrò

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Antonio Calabrò, giornalista e scrittore, nato a Patti (Messina) nel 1950, vive e lavora a Milano e Roma. Attualmente è Direttore "Corporate Culture" del gruppo Pirelli e Direttore della Fondazione Pirelli. Precedentemente è stato Direttore Affari Istituzionali e Relazioni esterne di Pirelli & C., ha diretto l’agenzia di Stampa Apcom, è stato editorialista economico de “La7”, direttore editoriale del gruppo Il Sole 24 Ore e vice-direttore del quotidiano. Ha lavorato a La Repubblica, Il Mondo e L’Ora, ha diretto il settimanale Lettera Finanziaria e il mensile Ventiquattro. E' membro del Consiglio di Presidenza di Assolombarda, con la responsabilità per la Cultura d'impresa e la Sostenibilità. Fa parte del consiglio di amministrazione di Nomisma e dei board di numerose società e Fondazioni. Insegna all’Università Bocconi e all'Università Cattolica di Milano. Ha scritto e curato parecchi volumi, tra cui "Cuore di cactus", "Orgoglio industriale", "Intervista ai capitalisti", "Agnelli, una storia italiana" e "Dissensi - Sulle orme di Bartleby".