Vita vissuta e grandi eventi si intrecciano per disegnare un affresco del novecento

La storia siamo sempre noi

Pubblicato 06-08-2010 da Antonio Calabrò in Articoli

Logo - Il MondoLa Storia e le storie. Raccontare persone e luoghi di un microcosmo, l’Agro pontino, una valle alpina, un paese della provincia siciliana, le strade dei quartieri popolari di Roma, serve spesso a capire, se la mano del narrature è robusta, il macrocosmo delle vicende che investono una nazione intera. E la mescolanza sapiente delle carte (fatti documentati ed eventi immaginari) rende forti e vive le atmosfere degli eventi, come le narrazioni dei vecchi, nei cortili di casa e nelle aie contadine di un tempo. «Filò», si chiama quest’attitudine al racconto, in dialetto della bassa padana. E come un filò, appunto, si snodano le pagine di uno dei più bei romanzi in circolazione, Canale Mussolini, di Antonio Pennacchi (meritato Premio Strega). Protagonisti, i membri di una famiglia di mezzadri del ferrarese, i Peruzzi, dal vecchio padre carrettiere che si acconcia a diventare contadino alla moglie, capace d’amore grande e inflessibile severità nel governo di casa, ai figli che portano nomi importanti, Pericle, Temistocle, Iseo, ma anche Turati e Treves, Modigliana e Bissolata, in omaggio ai leader socialisti. Perché appunto aria di socialismo, si respirava nel casale, tanto da ospitare il giovane rivoluzionario Mussolini. E da socialisti, attraversando la tragedia della Grande Guerra, i Peruzzi si ritrovarono, seguendo Mussolini, a diventare fascisti, sempre convinti che quel nuovo regime gliel’avrebbe data, finalmente, la terra, come promesso. Partono, come coloni, per coltivare le Paludi pontine bonificate. E attraversano la storia d’Italia, mescolando drammi pubblici a disastri privati. Racconto da un punto di vista, via via sempre più consapevole e critico. Speranze e lacerazioni, nel corpo di un’umanità sincera, capace di reggere la pesantezza quotidiana e nutrire, comunque, sogni, perché no?, anche di giustizia sociale. Epopea popolare, nelle controverse pieghe della storia italiana. In una valle alpina, sotto il Macigno Bianco, si muovono i personaggi di Le due chiese, di Sebastiano Vassalli, a cominciare da Ansimino, «che aveva l’intelligenza nelle mani» e dal maestro Prandini, che amava la «religione del lavoro» e cantava L’Internazionale. Il percorso, anche qui, è tra le due guerre, la cornice di riferimento di valore è la Resistenza partigiana. E la speranza del riscatto popolare comunque resta viva, anche quando la modernità distrugge chiese e monumenti per fare posto a un grande parcheggio da turisti. In una pagina di storia si può scendere in profondità, come fa Piero Melograni in L’Italia in guerra: 10 giugno 1940. Ecco i proclami bellici e le acclamazioni dei tanti che erano convinti che si andava in battaglia per vincere subito, senza lasciare campo libero ai soli nazisti. E la vita quotidiana, con le canzoni, i film, i rotocalchi con la propaganda della moda autarchica. La borsa nera. Gli otto milioni di baionette e i segnali, trascurati, della fragilità delle forze armate. Situazione grave, Spesso non seria. Maestro d’ironia, Andrea Camilleri mette in pagina gli anni in camicia nera attraverso il racconto di una truffa, organizzata da uno studente etiope che, arrivato a Vigata come nipote del Negus, si fa adulare e coccolare, pagare, lasciando intravvedere grandi abilità diplomatiche nelle relazioni tra l’Italia e l’illustre zio, sino alla fuga, ricco e irridente. L’impostura paga. L’Italietta dei gerarchi, gabbata, perde. Anche questa è una parte della verità.
Leggi l’articolo tratto da Il Mondo, pg. 65 in PDF
© Il Mondo, 20 Agosto 2010 www.ilmondo.rcs.it

L'autore: Antonio Calabrò

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Antonio Calabrò, giornalista e scrittore, nato a Patti (Messina) nel 1950, vive e lavora a Milano e Roma. Attualmente è Direttore "Corporate Culture" del gruppo Pirelli e Direttore della Fondazione Pirelli. Precedentemente è stato Direttore Affari Istituzionali e Relazioni esterne di Pirelli & C., ha diretto l’agenzia di Stampa Apcom, è stato editorialista economico de “La7”, direttore editoriale del gruppo Il Sole 24 Ore e vice-direttore del quotidiano. Ha lavorato a La Repubblica, Il Mondo e L’Ora, ha diretto il settimanale Lettera Finanziaria e il mensile Ventiquattro. E' membro del Consiglio di Presidenza di Assolombarda, con la responsabilità per la Cultura d'impresa e la Sostenibilità. Fa parte del consiglio di amministrazione di Nomisma e dei board di numerose società e Fondazioni. Insegna all’Università Bocconi e all'Università Cattolica di Milano. Ha scritto e curato parecchi volumi, tra cui "Cuore di cactus", "Orgoglio industriale", "Intervista ai capitalisti", "Agnelli, una storia italiana" e "Dissensi - Sulle orme di Bartleby".