Ricordi (o eredità) di famiglia

Pubblicato 29-05-2010 da Antonio Calabrò in Articoli, Cuore di Cactus, Libri

Logo - Il MondoUna casa a Todi. E una nella Barbagia. Una a Senjan, nel cuore della Persia. E una a Ipoh, in Malesia. Luoghi del cuore di dinastie familiari. Dei dolori. E degli affetti recuperati. Case di mattoni. E di parole, dette e taciute. Case per perdersi. E ritrovarsi. La casa del vento, che fa da titolo al libro di Cynthia Russo, scrittrice d’esordio arioso e felice, sta sulle colline umbre.Edèlìchesi rifugia Lula, ferita dalla malattia del padre amatissimo, per riannodare i fili di un’esistenza dispersa tra lavori, figli, sorelle e uomini vaghi e narcisi che non ne hanno saputo cogliere l’anima generosa, eppur fragile e inquieta. Una resa dei conti con i ricordi, una presa d’atto di una maturità finalmente raggiunta da orfana, quando le ombre protettrici paterne sono oramai alle spalle e bisogna fare i conti con una dolente maturità: «Quanto dolore sprecato, quanti pensieri affondati, da abbandonare a se stessi». Dunque, «Vuoi la verità? No, il dolore non passa mai completamente. Si modifica, questo sì». Si va avanti, più adulti, più soli. Ma la saggezza dell’esperienza non si esaurisce. Passa di mano, da padre in figlia, e ad altri figli ancora. Trascorre, appunto come il vento, lungo le colline. È in punto di morte che il protagonista de Il Bastone di Miracoli di Salvatore Niffoi, il vecchio Licurgo Caminera, patriarca di Suriache, nella Sardegna che ha in dispetto la modernità, raduna i figli cui ha dato solo nomi presi dalla mitologia greca (Ulisse, Ercole, Achille, Penelope, Antigone, Elena) per consegnare loro un testamento particolare. «Vi ho campato a pane, libri e storie», premette. E dunque trasmette loro, per «un’eredità che vada oltre la vita» non tanto greggi e poderi, ma sei buste, con altrettanti capitoli di una storia che ha scritto in segreto, negli anni, raccontando l’epopea di Paulu Anzones detto Muscadellu e dei tanti abitanti di Irìchines, in un’avventura in cui si intrecciano amori e crudeltà, debolezze e passioni, furbizia e rassegnata saggezza, tutte le componenti di una commedia umana che trascolora spesso in tragedia. Muscadellu cerca quel «bastone dei miracoli» che dovrebbe garantire potere e ricchezza, ma provoca morte. E il lascito del moribondo Licurgo non è dunque di soldi, ma di sapienza. In un racconto terragno che sfida il tempo. Invecchia anche Aga Jan, mercante ricco e potente, capo del bazar di Senjan, protagonista de La casa della moschea di Kader Abdolah, eccellente scrittore iraniano perseguitato dal regime di Khomeini e rifugiato in Olanda. Ed è lì, in quella casa, sotto gli occhi dapprima autorevoli e poi smarriti di Aga Jan, che trascorre tutta la recente storia di un Paese che vede il tramonto dello Scià, l’avvento degli ayatollah integralisti, il consumarsi di divisioni personali e sociali che spaccano anche la solidissima famiglia del racconto. Che cosa resta? Memoria. E una speranza: il libro sacro, il Corano, sa avere parole profonde di umanità e saggezza, che nutriranno gli ultimi eredi di Aga Jan, a dispetto di fanatismo e dolore. L’epopea familiare si consuma anche lungo le pagine di Tutto il giorno è sera, di Preeta Samarasan (un’altra esordiente di belle speranze): cambiano i tempi, nell’irrequieta Malesia. Ed è agli occhi di una bambina, Aasha, resi lungimiranti dall’innocenza curiosa, che si rivelano i misteri non solo della casa di Ipoh, ma di un insieme di destini, di persone e di popoli. Fantasmi del passato. Giochi del futuro.

Antonio Calabrò

Leggi l’articolo tratto da Il Mondo, pg. 81 in PDF
© Il Mondo, 4 Giugno 2010 www.ilmondo.rcs.it

L'autore: Antonio Calabrò

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Antonio Calabrò, giornalista e scrittore, nato a Patti (Messina) nel 1950, vive e lavora a Milano e Roma. Attualmente è Direttore "Corporate Culture" del gruppo Pirelli e Direttore della Fondazione Pirelli. Precedentemente è stato Direttore Affari Istituzionali e Relazioni esterne di Pirelli & C., ha diretto l’agenzia di Stampa Apcom, è stato editorialista economico de “La7”, direttore editoriale del gruppo Il Sole 24 Ore e vice-direttore del quotidiano. Ha lavorato a La Repubblica, Il Mondo e L’Ora, ha diretto il settimanale Lettera Finanziaria e il mensile Ventiquattro. E' membro del Consiglio di Presidenza di Assolombarda, con la responsabilità per la Cultura d'impresa e la Sostenibilità. Fa parte del consiglio di amministrazione di Nomisma e dei board di numerose società e Fondazioni. Insegna all’Università Bocconi e all'Università Cattolica di Milano. Ha scritto e curato parecchi volumi, tra cui "Cuore di cactus", "Orgoglio industriale", "Intervista ai capitalisti", "Agnelli, una storia italiana" e "Dissensi - Sulle orme di Bartleby".

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